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Con un approccio coordinato alla lotta antifrode, sarebbe più facile individuare i truffatori e recuperare il denaro sottratto ai programmi per i cittadini.
La Commissione lavora già in stretta collaborazione con i paesi membri per ridurre le frodi ai danni del bilancio dell'UE, ma questo non basta. Solo nel 2010 i 27 paesi hanno denunciato frodi per 600 milioni di euro, pari all'1% del bilancio UE.
L'adozione di norme comuni antifrode darebbe i suoi frutti, visto che i singoli paesi gestiscono l'80% circa del bilancio annuale dell'UE e la Commissione il resto.
Attualmente, la mancanza di definizioni comuni europee di reati quali l'appropriazione indebita o l'abuso d'ufficio determina in alcuni paesi un tasso di condanne molto basso, che varia dal 14% al 80% per le frodi ai danni del bilancio UE.
La Commissione reagisce a questa situazione proponendo regole comuni
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per agevolare le indagini delle autorità in tutta l'UE. Norme più severe scoraggeranno i criminali, proteggeranno meglio il denaro dei contribuenti e aiuteranno a recuperare i fondi sottratti. Le misure comprendono:
Prossime fasi
Le nuove proposte saranno discusse dal Parlamento europeo e dai governi nazionali.
L'anno prossimo la Commissione intende proporre di uniformare le regole in materia di acquisizione di prove nei procedimenti penali. Un'altra proposta verterà su una migliore cooperazione fra le autorità nazionali e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode.
Relazione su frodi e abusi ai danni dei fondi UE - 2010
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