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Dopo la Slovenia, la Francia assume la presidenza di turno dell'UE - 03/07/2008

Alcuni commissari europei insieme al primo ministro francese François Fillon

Il "no" irlandese al trattato di Lisbona rappresenta una nuova sfida per la Francia, che assume per sei mesi la guida dell'UE.

La bandiera europea, con le sue stelle d'oro su fondo azzurro, sventolava nel cielo di Parigi e la Torre Eiffel era illuminata con i colori dell'UE nel primo giorno della presidenza francese dell'UE.

Il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha incontrato il presidente francese Nicolas Sarkozy a Parigi prima della cerimonia ufficiale all'Arco di Trionfo.

“Quello di cui oggi abbiamo maggiormente bisogno sono coraggio politico e grande franchezza, due qualità che non mancano certo a Nicolas Sarkozy”. È con queste parole che il presidente Barroso ha dato il via alla presidenza francese.

Una volta rilevata la presidenza dell'UE dalla Slovenia, il 1° luglio, la Francia aveva previsto di concentrare la sua azione su quattro aree tematiche: l'energia e i cambiamenti climatici, l'elaborazione di un patto sulla politica di immigrazione, la sicurezza e la lotta al terrorismo, e l'agricoltura.

Con il "no" irlandese di giugno al trattato di Lisbona si è venuta ad aggiungere una nuova sfida. Il presidente Sarkozy è atteso in Irlanda nel corso del mese di luglio per farsi personalmente un'idea dell'opinione dei cittadini. Al vertice europeo di giugno, i leader dell'UE hanno deciso di accordare all'Irlanda il tempo di riflettere per esplorare quindi insieme le possibili soluzioni in occasione del vertice europeo di ottobre.

In materia di cambiamenti climatici, la Francia intende assicurare che l'UE rimanga il motore dell'azione a livello mondiale ed è intenzionata a concludere un ambizioso pacchetto sull'efficienza energetica prima delle discussioni internazionali del prossimo anno sulla lotta ai cambiamenti climatici. 

La Francia sta inoltre facendo pressione per l'introduzione di misure che attenuino l'impatto dell'impennata dei prezzi del petrolio e del gas, all'origine di numerose proteste in tutta l'UE. 

Progressi sono attesi durante la presidenza francese anche per quanto riguarda una politica comune europea in materia di immigrazione e di asilo. Il presidente Sarkozy ha auspicato iniziative per dare un giro di vite all'immigrazione clandestina, agevolare l'accesso ai lavoratori migranti qualificati e rendere più efficaci i controlli alle frontiere esterne dell'UE.

La presidenza francese si propone inoltre di rafforzare la capacità di reazione dell'UE in caso di crisi, in Europa o nel resto del mondo. Particolare attenzione viene riservata ad una forza di intervento rapida, ad aerei militari da trasporto, nonché a strutture per la gestione delle crisi.

La Francia, uno dei più grandi paesi agricoli dell'UE, intende infine avviare il dibattito sulle proposte di riduzione dei contributi agli agricoltori dell'UE nel quadro di una modifica della politica agricola comune.

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