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Un contratto di vendita unico per facilitare gli acquisti nell'UE - 14/10/2011

Una mano che fuoriesce dallo schermo di un laptop per stringerne un'altra© iStock/Brian Jackson

Norme facoltative comuni per le vendite favorirebbero gli scambi transfrontalieri e ridurrebbero i costi per le imprese, offrendo ai consumatori più scelta e una maggiore protezione.

Negli ultimi 20 anni l'integrazione dei mercati in Europa ha prodotto numerosi vantaggi, dalla riduzione delle tariffe aeree all'abbassamento dei costi di roaming per la telefonia mobile. Nell'UE permangono tuttavia ancora alcuni ostacoli agli scambi transfrontalieri, come ad esempio le differenze tra le varie legislazioni nazionali in materia di vendite.

Scoraggiati dalle complesse e costose procedure richieste per superare tali differenze, gli operatori commerciali devono rinunciare ogni anno ad un potenziale giro d'affari di almeno 26 miliardi di euro.

Il contratto di vendita europeo DeutschEnglishfrançais proposto dall'UE risolverebbe il problema, facilitando gli scambi transfrontalieri e offrendo ai consumatori una maggiore scelta, prezzi più bassi e un elevato livello di tutela dei loro diritti in tutti i paesi dell'Unione.

I consumatori che acquistano un prodotto difettoso disporranno, ad esempio, di diverse possibilità di indennizzo. Potranno infatti rescindere il contratto e ottenere il rimborso dei soldi spesi o chiedere uno sconto, la riparazione o sostituzione del prodotto.

Queste opzioni valgono anche per chi scarica (dietro pagamento) musica, film, software e altri prodotti digitali da Internet.

Attualmente il 44% degli europei English dichiara di non acquistare all'estero perché incerto riguardo ai propri diritti.

Promuovere gli scambi

La nuova normativa non sostituirà le leggi dei singoli paesi, che potranno tuttavia applicarla a livello nazionale. I commercianti potranno proporre un contratto di vendita facoltativo quando operano in un altro paese dell'UE. Il contratto sarà valido solo se viene proposto dal commerciante e accettato dal cliente.

I venditori che utilizzano il contratto di vendita europeo non dovranno più far fronte a una molteplicità di sistemi nazionali, con conseguente riduzione dei costi.

Attualmente, le imprese che desiderano operare a livello transfrontaliero nell'UE devono a volte adattarsi a ben 26 diritti contrattuali nazionali diversi, tradurli e ricorrere a consulenti legali, spendendo in media 10 000 euro per ciascun mercato. L'adattamento dei rispettivi siti web aggiunge in media altri 3 000 euro di spesa.

Un'indagine Englishfrançais rivela che il 71% delle imprese europee utilizzerebbe il contratto unico europeo per tutte le vendite in ambito UE, se fosse disponibile.

Le prossime tappe

La proposta dovrà ora essere approvata dai paesi dell'UE e dal Parlamento europeo, che si è già pronunciato a favore dell'iniziativa all'inizio di quest'anno.

Per saperne di più sul diritto contrattuale

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