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La nuova strategia per conservare la biodiversità vuole ridurre entro il 2020 gli elevati tassi di estinzione delle specie, ripristinare il più possibile gli ecosistemi naturali nell'UE e contrastare con maggiore efficacia un problema mondiale.
La biodiversità, ossia l'ampia varietà di ecosistemi, specie e geni, è minacciata in tutto il mondo. I tassi di estinzione delle specie sono estremamente elevati, fra 100 e 1 000 volte superiori a quelli naturali.
Nell'Unione europea, soltanto il 17% delle specie e l'11% degli ecosistemi protetti sono in buone condizioni, mentre gli altri sono esposti a continue pressioni, soprattutto a causa delle attività umane, o sono in pericolo. Per esempio, un quarto delle specie animali, fra cui la foca monaca del Mediterraneo, la lince iberica e la rana di Rodi, sono a rischio di estinzione.
La perdita di biodiversità è un problema enorme che danneggia i sistemi naturali da cui dipendono le nostre società ed economie. Oltre ai cambiamenti climatici, è questa la sfida ambientale più grave per il pianeta.
Un nuovo approccio
L'approccio adottato dall'UE negli ultimi dieci anni per contrastare la perdita di biodiversità è stato troppo ampio e non abbastanza efficace, e non ha permesso di realizzare l'obiettivo comune di arginare ulteriori perdite. La nuova strategia ![]()
, che copre il periodo fino al 2020, si concentra in particolare su sei obiettivi prioritari con le relative misure di attuazione:
La strategia risponde agli impegni internazionali assunti dall'UE nel quadro della convenzione dell'ONU sulla biodiversità ecologica, che stabiliscono anche obiettivi globali per il 2020.
Inoltre, contibuisce a realizzare gli obiettivi dell'iniziativa dell'UE per un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse
.
Grazie alla collaborazione a livello dell'UE, i governi potranno coordinarsi per affrontare questo problema comune. La strategia si baserà sulla rete Natura 2000
, costituita da 25 000 aree naturali protette che coprono il 18% del territorio dell'UE.
La proposta viene ora trasmessa al Parlamento europeo e ai governi nazionali per essere discussa e approvata.