Strumenti di accessibilità
Strumenti di servizio
Selettore lingua
Percorso di navigazione
Qual è la posizione dell'UE dopo i negoziati di Bangkok e Barcellona?
L'UE farà pressioni perché dalla conferenza ONU di Copenaghen sui cambiamenti climatici esca un accordo ambizioso che impedisca al riscaldamento del pianeta di provocare una catastrofe.
In novembre i leader europei hanno deciso di aiutare finanziariamente i paesi in via di sviluppo a combattere il cambiamento del clima, ma non hanno definito una cifra precisa per questi aiuti.
Il presidente Barroso ha però dichiarato che l'UE è pronta a pagare una congrua parte dell'importo necessario, che dovrebbe raggiungere i 100 miliardi di euro all'anno entro il 2020. Per dare il via all'azione, la Commissione propone un contributo di 5-7 miliardi di euro l'anno fino al 2012.
In dicembre i leader mondiali si riuniranno a Copenaghen per trovare un accordo che prenda il posto del Protocollo di Kyoto, adottato nel 1997 dai soli paesi sviluppati e che li impegnava a ridurre le emissioni del 5% rispetto ai livelli del 1990.
In preparazione al vertice si sono tenute diverse tornate di negoziati, fra l'altro a Bonn, Bangkok e Barcellona. Ora che anche grandi inquinatori come Cina e Stati Uniti hanno promesso di compiere degli sforzi, l'UE considera abbastanza alte le possibilità che il vertice di Copenaghen risulti in un accordo valido.
L'Unione europea si è già impegnata a ridurre le emissioni di almeno il 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 e, se altri paesi seguiranno l'esempio, è disposta ad arrivare al 30%.
In un recente incontro con le aziende, il presidente Barroso ha incoraggiato gli imprenditori a non aspettare un nuovo accordo formale: "Dobbiamo muoverci adesso, perché il cambiamento climatico è già iniziato".
I negoziati di Copenaghen - Il contributo dell'UE
I negoziati di Copenaghen - Il sito della presidenza svedese dell'UE ![]()
![]()