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Qualità della vita in Europa: permangono le disparità - 02/01/2009

Una strada con negozi a Bonn, Germania © Reporters

Un'indagine sulla qualità della vita in Europa rivela notevoli differenze tra i vari paesi.

L’indagine češtinaDeutschEnglishfrançais , condotta dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), rivela considerevoli disparità tra i vecchi e i nuovi Stati membri dell'UE, nonché tra il Nord e il Sud dell'Europa.

Il potere d'acquisto nei nuovi Stati membri e nei paesi candidati è di gran lunga inferiore (appena il 55%) alla media europea. Inoltre, la percentuale della popolazione costretta in alcuni casi a rinunciare ai beni considerati essenziali (in particolare riscaldamento, vestiti nuovi e ferie annuali) è molto più alta rispetto al resto dell'Unione.

Queste disparità si riflettono anche nelle condizioni di alloggio. Gli abitanti dei nuovi paesi membri dell'UE sono solitamente proprietari del loro alloggio (contro il 40% nei vecchi paesi membri dell'UE), che però è spesso in condizioni carenti. Accade quindi che il 42% dei rumeni viva in abitazioni vetuste, mentre in Finlandia il problema riguarda solo il 9% della popolazione.

Sul fronte dell'assistenza sanitaria, l'indagine rivela una carenza di apparecchiature mediche, soprattutto nei paesi del Sud (ad eccezione della Spagna) e nelle zone rurali. Nei nuovi Stati membri dell'UE quasi la metà delle persone più povere non ha soldi per pagare la visita dal medico, mentre in Europa occidentale la percentuale ammonta al 31%. Questi problemi sono aggravati dal fenomeno dell'invecchiamento demografico.

Nei nuovi paesi membri dell’UE e in Italia, Portogallo e Grecia il livello di soddisfazione riguardo alla propria vita è il più basso, mentre i cittadini dei paesi nordici appaiono più contenti. Per contro, contrariamente ai francesi, italiani, portoghesi, ma anche ungheresi e bulgari, molti dei cittadini dei nuovi Stati membri si dicono ottimisti. A livello globale, la percentuale degli ottimisti è scesa dal 64% (indagine del 2003) al 55%.

Per maggiori informazioni sulla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro: English

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