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Dona un organo, salva una vita - 08/12/2008

Uomo che consegna un organo da trapianto in un contenitore © Reporters

L'UE propone norme comuni per donazioni e trapianti.

Nell'UE sono circa 56 000 le persone che attualmente aspettano un trapianto. Ogni giorno ne muoiono 12 nella vana attesa di un organo.

Alla luce di queste tristi statistiche, la Commissione ha deciso di promuovere la donazione di organi English , incentivando anche lo scambio di organi tra i vari paesi dell'UE. Alcuni paesi sono già attivi in questo senso, ma la pratica è poco diffusa.

La Commissione propone inoltre di introdurre norme europee per le donazioni e i trapianti al fine di eliminare le notevoli disparità che attualmente pregiudicano la sicurezza e complicano la ricerca dei donatori e l'assegnazione degli organi.

Il progetto di normativa istituirebbe un sistema per la rintracciabilità degli organi e la segnalazione dei casi acuti di rigetto a seguito di un trapianto. Esso prevede inoltre la creazione di apposite autorità nazionali per garantire il rispetto delle norme UE.

Il tasso di donazione di organi varia notevolmente da paese a paese: da circa 35 donazioni per milione di abitanti in Spagna a meno di 1 per milione in Romania. Nella maggior parte dei paesi dell'Unione la domanda supera di gran lunga la disponibilità, nonostante il costante aumento del numero di donazioni registrato negli ultimi anni. Tra il 15% e il 30% dei pazienti muore in attesa di un donatore compatibile. Solo nel 2006 ne sono deceduti 5 500. Cinque gli organi maggiormente richiesti: cuore, polmoni, reni, fegato e pancreas.

Perché in alcuni paesi si dona più che in altri? La risposta è complessa. In parte, è un problema di organizzazione. Ogni paese ha un proprio metodo di registrazione e assegnazione degli organi.

Anche le risorse sono un fattore importante. Alcuni paesi investono ingenti risorse nella ricerca di donatori. Altri, soprattutto i nuovi paesi membri dell'UE, non dispongono di strutture adeguate per eseguire operazioni complesse come i trapianti. Altri fattori sono l'eterogeneità delle procedure legali relative al consenso del donatore e la diversa percezione delle implicazioni etiche associate alla donazione di organi. Ad esempio, molte persone sono restie a donare gli organi dei propri cari deceduti, ma questo fenomeno è più marcato nel Regno Unito (42%) rispetto al Portogallo (6%).

Il piano della Commissione propone una serie di misure per facilitare la ricerca e lo scambio di organi, sensibilizzare l'opinione pubblica al tema della donazione e ottimizzare i singoli programmi nazionali. Il piano punta inoltre a promuovere fra il personale ospedaliero la figura di coordinatore dei donatori di organi.

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