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I leader dell'UE discutono dell’impennata dei prezzi dei generi alimentari e del caro petrolio - 20/06/2008

Janez Janša (sulla sinistra) e José Manuel Barroso

I paesi dell'UE auspicano il proseguimento del processo di ratifica del trattato di Lisbona e affrontano il problema dei crescenti costi energetici.

Dopo aver ascoltato il primo ministro irlandese Brian Cowen esporre i motivi del "no" dell'Irlanda al trattato di Lisbona , i leader dell'UE hanno deciso di portare avanti il processo di ratifica nei paesi in cui il trattato di Lisbona non è ancora stato approvato e di rinviare la questione irlandese al vertice di ottobre. Il nuovo trattato è stato concepito per migliorare il funzionamento di un'UE allargata e innalzarne il profilo sulla scena internazionale. Per poter entrare in vigore, deve essere approvato da tutti e 27 gli Stati membri. Finora lo hanno ratificato 19 paesi.

Per quanto riguarda l'aumento dei prezzi alimentari e dei carburanti, i leader europei hanno concordato di procedere con cautela nel tentativo di mitigare l'impatto di tale fenomeno sui settori più colpiti e sulle famiglie a basso reddito. Di fronte all'ondata di proteste e alle richieste di riduzione delle imposte sui carburanti, i rappresentanti dell'UE hanno preferito non sospendere gli adeguamenti a lungo termine, dichiarando che le eventuali misure nazionali di sostegno (sgravi fiscali, misure sociali o sovvenzioni) dovrebbero essere "mirate e di breve durata".

L'aumento dei prezzi conferma l'esigenza di operare un profondo cambiamento strutturale nel settore dell'energia, al fine di migliorare l'efficienza energetica e ridurre la dipendenza dell'UE dal petrolio. Per contrastare eventuali manovre speculative responsabili dell’innalzamento dei prezzi, i leader dell'UE hanno invocato una maggiore trasparenza nei mercati petroliferi e un rafforzamento del dialogo con i paesi produttori. Poiché la produzione petrolifera stenta a tenere il passo con l'aumento della domanda globale (soprattutto in Cina e in India), i prezzi petroliferi sui mercati internazionali sono raddoppiati lo scorso anno e hanno raggiunto un nuovo picco questa settimana, scatenando in tutta l'UE un'ondata di proteste da parte delle categorie più colpite, in particolare gli autotrasportatori, gli agricoltori e i pescatori.

Consapevoli del pesante impatto sui paesi in via di sviluppo, i leader europei hanno sollecitato un maggiore coordinamento internazionale in materia di politica energetica e di assistenza ai paesi più colpiti. La Commissione ha proposto di ampliare il suo programma di aiuti alimentari e di istituire un nuovo fondo per il sostegno all'agricoltura nei paesi in via di sviluppo.

Ulteriori informazioni sulla risposta dell'UE all'aumento dei prezzi alimentari e petroliferi

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