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Stando ad uno studio dell'UE, la recessione potrebbe colpire più le donne che lavorano che i loro colleghi di sesso maschile, aggravando le disparità che persistono sul mercato del lavoro europeo.

Persino quando le condizioni economiche sono favorevoli, la disoccupazione e la povertà colpiscono più frequentemente le donne che gli uomini. Questo perché molte donne - circa un terzo - lavorano a tempo parziale e con contratti a tempo determinato, con una minore sicurezza del posto di lavoro. Le lavoratrici ricoprono anche meno posizioni di responsabilità e si concentrano nelle professioni meno lucrative.

“Le donne sono più esposte degli uomini alle conseguenze della recessione economica, in quanto occupano più spesso posti di lavoro precari”, si legge nella relazione.

Al tema della parità in tempi di crisi la Commissione ha anche dedicato una conferenza English , in corso in questi giorni a Bruxelles.

Negli ultimi decenni l'UE ha fatto sicuramente dei passi avanti, adottando una legislazione sulla parità di trattamento e introducendo provvedimenti a favore delle donne. Ma la discriminazione sul lavoro resta un problema.

Le donne continuano inoltre ad accollarsi gran parte della responsabilità dell'educazione dei figli e spesso sono costrette a rinunciare a lavorare, del tutto o in parte, quando diventano madri. L'UE ha anche proposto una serie di modifiche della normativa esistente, per aiutare i genitori a conciliare meglio vita professionale e vita familiare.

Dall'aprile 2008 l'economia ha perso per strada oltre 4 milioni di posti di lavoro. In un primo tempo hanno accusato il colpo i settori a prevalenza di manodopera maschile, come la finanza, le costruzioni e l'industria manifatturiera. Ma ben presto la disoccupazione si è estesa ben oltre.

Anche il settore dei servizi, che assorbe i due terzi dell'occupazione in Europa, ha tagliato i posti di lavoro. Le donne rappresentano circa la metà delle persone occupate nei servizi, arrivando ad oltre il 60% nella vendita al dettaglio. In Germania migliaia di donne temono per il loro posto di lavoro dopo che Arcandor, proprietaria della diffusissima catena di grandi magazzini Karstadt, ha dichiarato fallimento.

Per ora la recessione ha rovesciato il divario storico tra uomini e donne: il tasso di disoccupazione maschile ha superato per la prima volta quello femminile. Ma la differenza è minima: nell'aprile 2009 si registrava un 8,5% per le donne contro l'8,6% per gli uomini. Nell'area dell'euro il tasso di disoccupazione resta invece più elevato per le donne (9,4%) che per gli uomini (8,9%).

La relazione ha inoltre evidenziato il persistere dei divari salariali. In tutta l'Unione europea le donne guadagnano in media, in termini di retribuzione oraria, il 17,4% in meno degli uomini. Eppure il numero degli occupati sta crescendo e il 59% di tutti i laureati sono di sesso femminile.

 

Per saperne di più sulla parità uomo-donna nell'UE

Campagna sul divario salariale

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