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Una priorità per l'UE: salvare posti di lavoro - 07/05/2009

L'UE organizza un vertice speciale sull'occupazione mentre il tasso di disoccupazione si avvicina al massimo storico del dopoguerra.

Il vertice si tiene in un momento di preoccupazione per i costi sociali della recessione in Europa. Più di 600 000 persone in tutta l'UE hanno perso il proprio posto di lavoro nel mese di marzo e, nei mesi scorsi, alcuni paesi hanno visto la popolazione scendere in piazza.

Il presidente della Commissione europea Barroso ha dichiarato oggi a Praga che l'Europa deve fare dell'occupazione una priorità assoluta, e ha chiesto un'azione più incisiva per arginare l'aumento delle persone senza lavoro.

Il commissario per l'Occupazione Vladimír Špidla ha sottolineato che l'UE deve impiegare tutti i mezzi di cui dispone per alleggerire l'impatto della recessione sui lavoratori: ad esempio, si può far ricorso sia al Fondo sociale europeo DeutschEnglishfrançais che al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per aiutare le vittime della crisi.

Alle imprese è chiesto di ridurre eventualmente l'orario di lavoro dei dipendenti piuttosto che di procedere subito ai licenziamenti: i lavoratori potrebbero così utilizzare il tempo libero disponibile per acquisire nuove qualifiche. Alcune aziende stanno già seguendo questa strada, in particolare in Germania.

Le imprese dovrebbero inoltre accogliere più apprendisti e tirocinanti per aiutare i giovani a entrare nel mercato del lavoro, in particolare quelli che escono dalla scuola secondaria e dall'università. Il tasso di disoccupazione tra gli europei sotto i 25 anni ha già superato il 17% (più del doppio del tasso generale) e probabilmente arriverà oltre il 30% in alcuni paesi dell'UE. I programmi di formazione dovrebbero concentrarsi sulle competenze più richieste.

Anche una maggiore assistenza alle nuove imprese potrebbe aiutare i giovani disoccupati a integrarsi nel mondo del lavoro.

Il vertice di Praga è stato ospitato dal governo ceco, che attualmente detiene la presidenza di turno dell'Unione europea, con la partecipazione dei due paesi che gli succederanno, ossia la Svezia e la Spagna, nonché di datori di lavoro e sindacati. La Commissione terrà conto dei principali messaggi češtinaEnglishfrançais usciti da questo incontro, e li sottoporrà al vertice di giugno dei leader europei.

Con il costante rallentamento dell'economia, la disoccupazione nei 27 paesi dell'Unione europea è passata dall'8,1% di febbraio all'8,3% di marzo: siamo ormai a 20 milioni di disoccupati, 4 milioni in più rispetto a un anno fa. Nell'area dell'euro, la disoccupazione è passata dall'8,7% all'8,9%.

Il peggio probabilmente deve ancora arrivare: si prevede infatti che, sempre nella zona euro, la disoccupazione salirà all'11,5% entro la fine del 2010, il livello più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale.

"Non possiamo evitare che la crisi causi disoccupazione", ha dichiarato il presidente Barroso, "ma intervenendo subito possiamo ridurre l'impatto e aiutare milioni di persone a trovare un nuovo posto di lavoro migliore”.

 

Per saperne di più sulla dimensione sociale della crisi economica e gli interventi dell'UE

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