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Invecchiare sul lavoro - 24/11/2008

Anziani al computer © CE

I figli del "baby boom" rinviano sempre di più il pensionamento.

Un numero crescente di europei decide di continuare a lavorare nella terza età, invertendo la precedente tendenza al prepensionamento e contribuendo ad alleviare il problema dell'invecchiamento demografico nell'UE.

Una nuova relazione rivela che, dal 2000, i tassi di occupazione sono aumentati notevolmente in quasi tutte le fasce di età. Ciò vale in particolare per i figli del "baby boom", l'esplosione demografica del secondo dopoguerra.

Aiutare gli anziani a continuare a lavorare e a rimanere attivi è una delle principali strategie dell'UE per far fronte al problema dell'invecchiamento della popolazione. I lavoratori anziani incontrano tuttavia numerosi ostacoli, come ad esempio il divieto di svolgere un lavoro retribuito quando si è in pensione o le restrizioni applicate a talune attività per ragioni assicurative. Questi alcuni dei temi affrontati nel corso della settimana in occasione del secondo Forum demografico europeo.

In Europa, l'allungamento della vita e il calo della fertilità producono un aumento dell'età media. Il progressivo invecchiamento demografico ha importanti ripercussioni sull'economia e sulla società in generale. Il problema si aggrava man mano che i figli del "baby boom" raggiungono l'età della pensione.

Nata tra il 1946 e il 1964, questa generazione ha rappresentato per lungo tempo il grosso della forza lavoro. Invecchiando, avrà sempre più bisogno di cure sanitarie, indennità di pensione, alloggi e servizi locali di assistenza. Il tutto dovrà però essere pagato con i contributi di un numero decrescente di lavoratori.

La popolazione in età lavorativa sta ancora crescendo, ma ad un ritmo sempre più lento. Fra sei anni questa crescita dovrebbe cessare e il numero delle persone di età compresa fra i 20 e i 59 anni inizierà a diminuire al ritmo di ben 1,5 milioni di unità l'anno.

Gli esperti concordano sulla necessità di mantenere attivi e occupati i figli del baby boom, ma cosa ne pensano i diretti interessati? Dalle indagini emerge che un europeo su due vuole continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto l'età pensionabile.

Si tratta di un'importante inversione di tendenza rispetto agli anni '90, quando molti optavano per il prepensionamento. In diversi paesi dell'UE si può smettere di lavorare all'età di 50 anni se si è disposti ad accettare una pensione ridotta.

La situazione reale è, tuttavia, ben diversa. La relazione rivela che, nel 2007, il 50% degli uomini e il 30% delle donne lavoravano ancora all'età di 60 anni, il che equivale ad un aumento del 10% rispetto al 2000.

Leggi la versione integrale della relazione del 2008 sulla situazione demografica

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