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La valutazione dei rischi, elemento centrale per la sicurezza sul lavoro.

Prima o poi doveva succedere.

Quel giorno l'azienda agricola del Nord della Francia lavorava ad un ritmo frenetico. Viviane Decock continuava a riempire le cassette con l'indivia appena raccolta, dandosi un gran da fare per tenere il ritmo dei raccoglitori. All'improvviso ha visto che una cassetta stava per cadere dall'elevatore.

“All'epoca non c'era una gabbia di protezione. Non ho avuto problemi ad infilare il braccio per cercare di raggiungere la cassetta... e la macchina me l'ha tagliato.”

Ogni anno nell'UE circa 7 500 lavoratori sono vittime di incidenti mortali e circa 170 000 muoiono a seguito di infortuni sul lavoro o malattie professionali. Più di 7 milioni sono costretti ad assentarsi dal lavoro per almeno tre giorni. I settori più a rischio sono l'agricoltura, l'edilizia, i trasporti e l'assistenza sanitaria.

Molti di questi infortuni e malattie potrebbero essere evitati attraverso un'attenta valutazione dei rischi, trascurata tuttavia da molti datori di lavoro. Sono soprattutto le grandi imprese a realizzare uno studio di valutazione dei rischi. Eppure più dell'80% degli infortuni e più del 90% delle morti sul lavoro si verificano nelle piccole e medie imprese. Gli incidenti e le malattie legati all'attività lavorativa, oltre a costituire una tragedia per le persone coinvolte, hanno anche conseguenze negative per le imprese.

Una campagna dell'UE ha sottolineato l'importanza della valutazione dei rischi e ha fornito consigli alle imprese su come realizzarla. Centinaia di eventi, come conferenze, mostre e formazioni, si sono tenuti in tutta Europa durante la Settimana europea per la sicurezza e la salute nell'ambiente di lavoro English (20-24 ottobre).

La signora Decock era una delle 10 persone che lavoravano nell'azienda produttrice di indivia all'epoca del suo infortunio. I medici sono riusciti a riattaccarle il braccio, ma ci sono voluti 18 mesi, tre interventi ed una riabilitazione intensiva perché ne recuperasse almeno in parte l'uso.

Dopo l'incidente nel 2002, è stata installata una gabbia di protezione intorno all'elevatore e suo marito, il proprietario dell'azienda agricola, ha fatto venire un esperto per aiutarlo ad individuare gli altri possibili rischi per la sicurezza dei dipendenti. “Dopo l'incidente siamo diventati molto più attenti”, ha dichiarato Géry Decock. “Prima, ci limitavamo a lavorare. Non ci rendevamo conto dei possibili pericoli.”

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

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