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Regole più eque per gli appalti pubblici - 02/04/2012

Stretta di mano © iStockphoto

Grazie alla nuova legge le imprese europee potranno competere sui mercati mondiali alle stesse condizioni previste per le aziende straniere in Europa.

Un'azienda di qualsiasi parte del mondo può partecipare a quasi tutte le gare d'appalto indette dalle amministrazioni pubbliche nell'UE. Invece, un'impresa europea può offrire i propri beni o servizi soltanto in determinati paesi. Questa è una situazione ingiusta, che la Commissione europea spera di cambiare con una nuova legge sugli appalti pubblici English .

Le amministrazioni pubbliche acquistano beni o servizi mediante gli appalti pubblici, che a livello mondiale rappresentano circa 1 000 miliardi di euro all'anno. Nel 2010, nell'UE ammontavano a circa 420 miliardi di euro.

L'84% circa di questi appalti era accessibile a imprese di tutto il mondo: soltanto nei settori dei servizi di pubblica utilità e della difesa si applicano restrizioni sui paesi che possono partecipare. Negli Stati Uniti, invece, le imprese straniere possono presentare offerte solo per il 32% dei 556,25 miliardi di euro disponibili, mentre la quota è ancora minore in Giappone (28%).

Le restrizioni incidono sui settori in cui l'UE è altamente competitiva, fra cui le costruzioni, i trasporti pubblici, i dispositivi medici, la produzione elettrica e i prodotti farmaceutici.

La Commissione propone che per i contratti di oltre 5 milioni di euro le autorità aggiudicatrici possano decidere di escludere dalla gara imprese di paesi extra UE se una quota significativa dei beni o servizi interessati non è coperta da accordi internazionali.

Se un'amministrazione desidera agire in questo senso, deve informare la Commissione europea, che a sua volta avrà due mesi di tempo per decidere se la decisione è giustificata. La valutazione si baserà sul grado di apertura delle procedure di appalto del paese in questione nei confronti delle imprese dell'UE.

Se un paese adotta ripetutamente una politica discriminatoria nei confronti di fornitori europei, la Commissione può cercare una soluzione negoziata. In caso di mancato accordo, può limitare l'accesso delle aziende del paese interessato agli appalti dell'UE, applicando per esempio restrizioni su un settore particolare o ammende sui prezzi delle offerte presentate da aziende extra UE.

Vista la crisi economica, diversi paesi hanno introdotto misure protezionistiche che sono discriminatorie nei confronti delle aziende europee. La proposta creerà un piano di parità e aumenterà le opportunità commerciali per le imprese europee nell'UE e nel resto del mondo, aiuterà le imprese più piccole a partecipare a gare internazionali e favorirà l'occupazione nell'UE.

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