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In risposta alla crisi finanziaria, la Commissione presenta proposte legislative per rafforzare e ampliare il raggio d'azione degli strumenti di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell'UE.
Le proposte mirano a rafforzare il Patto di stabilità e crescita, in particolare mettendo l'accento sul debito pubblico e la sostenibilità di bilancio, estendendo la sorveglianza agli squilibri macroeconomici e rendendo più efficace la sua applicazione mediante sanzioni e incentivi.
Le proposte non implicano modifiche al trattato UE, ma devono comunque essere approvate dal Consiglio e dal Parlamento europeo.
Sorveglianza del debito pubblico
Per assicurare un miglior rispetto della regola del Patto secondo cui il debito non deve superare il 60% del PIL, verrebbe definito un ritmo minimo di riduzione del debito. Nei confronti dei paesi con un rapporto debito/PIL superiore al 60% potrebbe essere avviata una "procedura per i disavanzi eccessivi" dopo un'analisi di diversi fattori relativi alla qualità del debito e alle prospettive future del paese.
Inquadramento più rigoroso dei bilanci nazionali
La Commissione propone un inquadramento più rigoroso dei bilanci nazionali, conformemente alle nuove regole. Tra le misure proposte figurano l'allineamento dei sistemi contabili, l'adeguamento della legislazione di bilancio nazionale agli obblighi del trattato UE, il passaggio a una programmazione finanziaria pluriennale e l'estensione delle regole all'insieme delle finanze pubbliche.
Prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici
Un'altra lezione della crisi è che la politica di bilancio non va considerata isolatamente. Per evitare grossi squilibri e grandi e persistenti differenziali di competitività è necessario migliorare e ampliare la sorveglianza macroeconomica, prevedendo valutazioni periodiche e un meccanismo di allarme. Qualora scattasse l'allarme, la Commissione preparerebbe un'analisi specifica e raccomandazioni al Consiglio su come eliminare gli squilibri, e potrebbe anche inviare direttamente un avvertimento al paese interessato. In casi particolarmente gravi, la Commissione potrebbe anche raccomandare che venga constatata l'esistenza di uno "squilibrio eccessivo", con un conseguente più stretto controllo delle misure correttive.
Sanzioni più incisive
Una parte importante delle proposte è costituita da misure di applicazione più severe, con sanzioni gradualmente più rigorose nei confronti dei paesi inadempienti. Dei depositi infruttiferi verrebbero convertiti in ammende in caso di inadempienze ripetute.