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Bilanci da rimettere in ordine - 12/11/2009

Una donna con un binocolo con monete in euro al posto delle lenti © CE

Per effetto della crisi economica molti paesi hanno un disavanzo di bilancio assai superiore al limite del 3%. La Commissione propone delle scadenze per la riduzione dei deficit.

Un anno fa, deficit pari al doppio o al triplo del limite fissato dall'UE sarebbero stati impensabili nella maggior parte dei paesi: oggi sono la norma, a causa della crisi economica che minaccia di trascinare l'Europa in una recessione.

Tutti sono d'accordo sul fatto che i paesi dell'UE devono risanare le loro finanze; ma con che tempi? Molti sono riluttanti a dare fin d'ora un taglio alle spese per timore di frenare la ripresa che accenna a profilarsi. Il calendario della Commissione English dà a 13 paesi un tempo variabile tra i due e i cinque anni per ristabilire la disciplina di bilancio.

Secondo le regole dell'UE, i paesi che fanno parte dell'area dell'euro e quelli che mirano ad entrarvi devono mantenere il loro deficit ad un livello inferiore al 3% del PIL, anche se sono ammissibili delle eccezioni in tempo di crisi. Scopo di queste regole, che fanno parte del patto di stabilità e crescita, è prevenire squilibri che possano minare la stabilità dell'area dell'euro.

In media, i paesi dell'UE hanno registrato deficit dello 0,8% del PIL nel 2007 e del 2,3% nel 2008. Si stima che si passerà al triplo, ossia al 6,9%, quest'anno, con un ulteriore aumento al 7,5% nel 2010.

Il divario tra le entrate e le uscite dei bilanci statali si è gonfiato durante la crisi perché i governi hanno premuto sull'acceleratore della spesa pubblica per sostenere il sistema bancario e per stimolare l'economia. Inoltre, con le entrate fiscali in caduta libera, molti governi hanno dovuto ricorrere all'indebitamento.

Rimborsare il debito è già oneroso, anche se i tassi d'interesse sono bassi. Un aumento dei tassi potrebbe dare un colpo di freno alla ripresa, avverte Joaquin Almunia, commissario per gli Affari economici.

Come scadenza per il rientro entro il limite del 3%, la Commissione propone il 2013 per nove paesi: Germania, Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Portogallo.

L'Italia e il Belgio avrebbero tempo fino al 2012, l'Irlanda fino al 2014 e il Regno Unito fino all'esercizio di bilancio 2014-15. Si tratta di raccomandazioni che devono essere approvate dal Consiglio.

Per Francia, Spagna, Irlanda e Regno Unito si tratterebbe di una dilazione, perché questi paesi si erano già visti assegnare una scadenza più ravvicinata, avendo superato il limite del 3% già lo scorso anno.

La Commissione ha inoltre esortato la Grecia a prendere provvedimenti immediati, giudicando che il paese non abbia fatto abbastanza. Si calcola infatti che la Grecia registrerà quest'anno un disavanzo di quasi il 13%, molto di più di quanto stimato in precedenza.

Per saperne di più sulla procedura dell'UE per i disavanzi eccessivi

 

Crisi finanziaria ed economica: la risposta dell'UE

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