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L'unione fa la forza - 04/03/2009

La bandiera europea sventola tra le bandiere degli Stati membri © CE

La Commissione presenta una serie di proposte per una riforma globale del sistema finanziario e rivolge ai leader europei un invito ad agire in fretta per ripristinare la fiducia nei mercati.

La Commissione ha proposto un piano EnglishPDF per un sistema di vigilanza che comporti una supervisione molto più rigorosa a livello europeo e una maggiore incisività degli organi di controllo nazionali. Il piano si rifà ad una relazione commissionata dall'UE ed elaborata da un gruppo di esperti, presieduto dall'ex governatore della Banca centrale francese Jacques de Larosière.

La Commissione conviene con il gruppo di esperti sulla necessità di istituire un'autorità europea incaricata di vigilare sui rischi sistemici. Condivide anche la raccomandazione rivolta ai 27 Stati membri di adottare norme comuni, lasciando ai competenti organi nazionali le funzioni di vigilanza sulle banche.

Il piano passa ora all'esame del Consiglio europeo, che si riunirà alla fine del mese di marzo per preparare la riunione del gruppo dei 20 paesi industrializzati ed emergenti che si terrà in aprile a Londra. La riforma delle regole sarà all'ordine del giorno e l'UE intende premere in modo compatto per un miglioramento del sistema finanziario mondiale.

Il Consiglio europeo "deve inviare un segnale forte ai cittadini, alle imprese e al mondo. Sì, possiamo sormontare questa crisi. Sì, l’Europa possiede la coesione, la sicurezza e la determinazione necessarie per vincere questa battaglia", ha affermato il presidente Barroso.

Il piano proposto ai leader europei delinea anche altre misure per limitare i rischi e ripristinare la fiducia nei mercati, tra cui una maggiore sorveglianza delle politiche salariali praticate dalle banche.

I 27 paesi membri stanno spendendo quest'anno circa il 3,3% del prodotto interno lordo dell'UE in programmi per alimentare la crescita. La Commissione invita i leader europei a sottoscrivere principi chiari per i futuri interventi, come il sostegno al libero scambio, un'economia a basse emissioni di CO2 e la disciplina di bilancio.

La crisi ha fatto temere che alcuni paesi dell'UE potessero ricorrere al protezionismo per sostenere le loro economie. In una riunione informale, tenutasi il 1° marzo, i leader europei si sono impegnati a non adottare misure che possano determinare una frammentazione del mercato unico europeo.

I paesi dell'UE sono anche chiamati ad impegnarsi maggiormente nella lotta alla disoccupazione, che potrebbe raggiungere nel 2010 la soglia del 10%, un livello mai toccato dagli anni '90 in poi.

 

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