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I paesi dell’UE stanno adottando a tempo record le norme UE sul mercato unico.
Il mercato unico europeo ![]()
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ci ha portato prezzi più bassi, una scelta più ampia e un’offerta di beni e servizi di migliore qualità in tutta Europa. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza le regole comuni adottate dall’UE e convertite in leggi nazionali dai paesi membri.
L’ultimo bilancio semestrale dei progressi compiuti ![]()
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(il cosiddetto “quadro di valutazione del mercato interno”) indica che, in media, solo l’1,2% delle norme sul mercato unico non sono state recepite nel diritto nazionale entro il termine previsto. Nel giugno 2007, questa media era pari all’1,6% ed ora siamo ben al di sotto dell’obiettivo intermedio dell’1,5% fissato dai leader europei nel 2001.
“Si tratta di un ottimo risultato”, ha dichiarato il commissario per il Mercato interno ![]()
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Charlie McCreevy. “Per garantire il corretto funzionamento del mercato unico è necessario applicare correttamente e tempestivamente le relative norme. Occorre ora proseguire verso il conseguimento del nuovo obiettivo dell'1%”.
Per la prima volta, il quadro di valutazione prende in esame tutti i 27 paesi dell’UE: la Bulgaria e la Romania sono state in grado di recepire rapidamente le norme relative al mercato unico, con un deficit di recepimento pari allo 0,8%. La Slovacchia occupa il primo posto con sole 9 direttive che la separano dall'obiettivo dello 0% di deficit. Seguono da vicino Danimarca, Lettonia e Lituania, con 10 direttive ancora da recepire.
Nei confronti dei paesi non in regola con il recepimento vengono avviati dei procedimenti di infrazione. L'Italia resta ancora il paese con il maggior numero di procedimenti a carico, ma nell'ultimo semestre è riuscita a ridurre di 19 il numero di casi. All’origine della maggior parte dei procedimenti di infrazione vi sono le direttive ambientali, seguite da quelle in materia di fiscalità e dogane, energia e trasporti ed occupazione.