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Migliore accesso all'istruzione sin dalla prima infanzia, sostegno a chi marina la scuola e agli studenti meno bravi e "scuole di seconda opportunità" per ridurre a meno del 10% l'abbandono scolastico nell'UE entro il 2020.
Ogni anno circa sei milioni di giovani (ossia il 14% della popolazione scolastica) abbandonano gli studi, esponendosi ad un maggiore rischio di disoccupazione, povertà ed emarginazione.
Il fenomeno riguarda principalmente i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni e che hanno a malapena un titolo di istruzione secondaria inferiore.
Oltre a penalizzare i singoli individui, l'abbandono precoce degli studi ostacola la crescita economica e la competitività. Le economie moderne e tecnologicamente avanzate hanno infatti bisogno di manodopera qualificata, e chi lascia la scuola ha maggiori probabilità di finire con il dipendere dalle prestazioni sociali, gravando in tale modo sulle casse dello Stato.
Il piano dell'UE per combattere l'abbandono scolastico
punta a ridurre questo fenomeno a meno del 10% entro il 2020. Esorta i paesi membri a elaborare politiche che coprano l'intero ciclo di studi, rimuovano i fattori alla base dell'abbandono scolastico, risolvano i nuovi problemi alla fonte e diano una seconda opportunità ai giovani che vorrebbero tornare sui banchi di scuola. Il piano si articola su tre assi:
La riduzione del tasso di abbandono scolastico è uno dei cinque obiettivi della strategia Europa 2020 per la crescita e l'occupazione.
La Commissione ha inoltre istituito un gruppo di alto livello sull'alfabetizzazione
. Il gruppo, composto da 11 esperti, esaminerà le cause delle scarse capacità di lettura e scrittura e presenterà alcune proposte di intervento nel 2012 per porre rimedio al problema.