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Traduttori in erba ai blocchi di partenza - 28/11/2008

Un alunno ed una alunna alle prese con un esercizio di traduzione

17enni di tutta Europa si cimentano nella traduzione.

Come ha osservato Umberto Eco, "la lingua dell'Europa è la traduzione".

E proprio per celebrare questa "lingua", lo scorso 27 novembre oltre 2000 studenti hanno preso parte al concorso Juvenes Translatores, organizzato dalla Commissione europea per i traduttori in erba delle scuole secondarie dell'UE.

Hanno raccolto la sfida scuole ed alunni di tutte le regioni dell'UE: dalla Guadalupa nei Caraibi a Kittilä nel circolo polare artico. Gli studenti si sono impegnati al massimo per produrre traduzioni fedeli al testo originale e di facile lettura nella lingua di arrivo.

I partecipanti hanno avuto la possibilità di scegliere una qualsiasi coppia di lingue, anche se, per ottenere il miglior risultato possibile, sono stati invitati a tradurre nella loro lingua materna o lingua più forte. I testi vertevano tutti sullo stesso argomento di carattere generale, senza però essere identici nelle 23 lingue. Le prove passeranno ora al vaglio dei traduttori della Commissione, che valuteranno la capacità dei concorrenti di usare una terminologia corretta, scrivere in modo scorrevole e trovare soluzioni creative.

Il concorso Juvenes Translatores mira a promuovere in Europa l'uso delle lingue straniere e, in particolare, il piacere della traduzione. Creando interesse per l'apprendimento delle lingue e la traduzione, l'iniziativa ha persino indotto alcune scuole ad organizzare un concorso parallelo. Come diversi vincitori dell'edizione 2007, molti degli alunni che hanno partecipato al concorso di quest'anno provengono da famiglie bilingui, a riprova del fatto che le lingue vanno imparate sin dalla più tenera età.

I 27 vincitori – uno per ogni Stato membro dell'Unione europea – saranno invitati alla cerimonia di premiazione che si svolgerà a Bruxelles in aprile, alla presenza del commissario europeo per il Multilinguismo Leonard Orban. Potranno inoltre incontrare i traduttori della Commissione per apprendere qualche trucco del mestiere. Tuttavia, al di là dei riconoscimenti ufficiali, ciò che i vincitori dello scorso anno hanno apprezzato di più è stata la possibilità di conoscersi a vicenda e di comunicare in una lingua comune.

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