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Niente alimenti pericolosi nei nostri piatti - 17/07/2009

Cassette di pomodori e zucchine © CE

Grazie al sistema di allarme rapido dell'UE, i prodotti alimentari pericolosi vengono ritirati prima di arrivare nei piatti dei consumatori.

Qualcuno ha detto che solo una cosa è peggio che trovare un verme nella mela che si sta mangiando: trovarne mezzo. Un verme in un frutto, però, è un cosa naturale e potrebbe anche essere la prova che si tratta di un alimento biologico; altri tipi di contaminazione, invece, possono essere pericolosi sul serio. Si pensi alle diossine e alla melamina negli alimenti per neonati in Cina.

Per impedire che siano in vendita prodotti alimentari pericolosi, l'UE ha istituito già trent'anni fa un sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi English (noto anche con la sigla inglese RASFF), che permette ai paesi europei di scambiarsi velocemente informazioni sui prodotti a rischio e di prendere provvedimenti immediati.

Se i problemi vengono individuati e comunicati in modo tempestivo, è possibile ritirare rapidamente dal mercato i prodotti interessati nell'intera UE o, meglio ancora, bloccarli prima che comincino ad essere venduti. Alle autorità nazionali sono comunicati anche i casi in cui, per motivi di sicurezza, viene vietata l'importazione di un prodotto nell'UE.

Se nel 2008 il numero degli allarmi trasmessi è stato più o meno simile a quello del 2007 (circa 7 000), solo in 528 casi - la metà che nel 2007 - è stato necessario ordinare il ritiro del prodotto dal mercato; questo fa pensare che i prodotti pericolosi vengano individuati con più anticipo, prima di essere messi in vendita. Circa il 62% degli allarmi riguardava prodotti originari di un paese dell'UE. La causa più frequente di contaminazione è rappresentata dai micro-organismi patogeni e dalle micotossine.

Il trentesimo anniversario del sistema di allarme è stato celebrato con una conferenza a Bruxelles English il 16 luglio. I partecipanti hanno discusso la possibilità di migliorare il sistema ed estenderlo ad altri paesi. L'UE ha già finanziato l'istituzione di un sistema di allarme nel Sud-est asiatico e ha organizzato seminari di formazione in altri paesi per aiutarli a creare un sistema di allarme nazionale. L'obiettivo a lungo termine potrebbe essere la fusione di tutti i sistemi nazionali e regionali in una rete mondiale.

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