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L'UE ha adottato una politica positiva nei confronti delle lingue regionali e minoritarie, sulla base dell'articolo 22 della Carta europea dei diritti fondamentali, secondo cui “L'Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica”.
Nel 1992 la Commissione europea ha avviato uno studio dettagliato sulle comunità che parlano una lingua regionale o minoritaria all'interno dell'UE. Con l'ingresso di nuovi paesi nell'Unione, lo studio è stato ampliato. Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina di Euromosaico.
Inoltre, nel 2004 e 2005 la Commissione europea ha sostenuto il progetto ADUM. Questo progetto informa le persone e le organizzazioni che lavorano per le lingue regionali o minoritarie sulle possibilità di ottenere finanziamenti europei.
Altre iniziative recenti comprendono il progetto CRAMLAP per la divulgazione delle lingue celtiche, regionali e minoritarie, che ha avviato una verifica e una valutazione dell'insegnamento di tali lingue nelle università europee, e la rete europea dei comitati per la pianificazione linguistica, istituita per promuovere la collaborazione tra i comitati che si occupano della pianificazione delle lingue minoritarie in Europa.
Di lingue regionali, minoritarie, transnazionali e nazionali minori s’interessa anche la rete per la promozione della diversità linguistica (NPLD), che ha lo scopo di fornire informazioni e un facile accesso ad un vasto numero di organizzazioni per favorire lo scambio di idee, informazioni ed esperienze per la promozione delle lingue meno usate.
Per una rassegna dei progetti relativi alle lingue regionali e minoritarie sostenuti dall'Unione europea, si rimanda alla pagina sui prodotti per le lingue regionali e minoritarie.