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L'UE e i rom

Bambini rom © Unione europea/Reporters

Le istituzioni europee e tutti i paesi dell’UE hanno la responsabilità comune di migliorare la vita dei cittadini rom dell’Unione.

I rom costituiscono la più numerosa minoranza etnica in Europa.  Dei 10-12 milioni presenti secondo le stime in tutta Europa, circa sei milioni vivono nell’UE e per la maggior parte sono cittadini dell’Unione. Molti rom che vivono nell’UE sono vittime di pregiudizi e di esclusione sociale, malgrado i paesi dell’Unione vietino la discriminazione.

Chi sono i rom?

Rom è il termine comunemente usato nei dibattiti e nei documenti politici dell’UE, anche se comprende gruppi dai nomi diversi come rom, gitani, nomadi, manouche, ashkali, sinti e boyash.

Una responsabilità comune

L'UE ha spesso ribadito la necessità di una maggiore integrazione dei rom (si veda la comunicazione del 2010 "L'integrazione sociale ed economica dei rom in Europa"), ma occorre fare di più. Le istituzioni europee e i singoli paesi dell'UE hanno la responsabilità comune di modificare questa situazione.

Nel 2011 la Commissione ha adottato una comunicazione in cui invita a elaborare strategie nazionali per l'integrazione dei rom che indichino le politiche e le misure specifiche da adottare (comunicazione "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei rom fino al 2020").

Ogni paese ha elaborato una strategia nazionale per i rom o una serie di misure politiche integrate che sono state valutate dalla Commissione in una comunicazione adottata nel 2012 (Strategie nazionali di integrazione dei rom: un primo passo nell’attuazione del quadro dell’UE). Il Consiglio europeo ha adottato il 9 dicembre 2013 una raccomandazione su misure efficaci per l'integrazione dei rom negli Stati membri.

La relazione di valutazione del 2013 (Progressi nell'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei rom) si incentrava specificamente sulle precondizioni strutturali necessarie in ogni paese. Queste relazioni annuali (previste fino al 2020) utilizzano le informazioni fornite da ciascun paese, dalle ONG, dalle organizzazioni internazionali e dall’Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali (FRA). La relazione del 2014pdf(611 kB) Scegli le traduzioni del link precedente  esamina i progressi compiuti nel complesso in tutti i settori principali. La comunicazione del 2015pdf(353 kB) Scegli le traduzioni del link precedente  - concentrandosi sulle precondizioni strutturali per un'attuazione efficace - individua un miglioramento per quanto riguarda l’allineamento delle strategie nazionali di integrazione dei rom (rivedute) con gli strumenti di finanziamento dell’UE, anche se occorrono ulteriori sforzi per combattere la discriminazione e l’ostilità verso i rom e trasformare le strutture di coordinamento esistenti in meccanismi di cooperazione efficaci e inclusivi che prevedano la partecipazione della società civile e delle autorità nazionali, regionali e locali, specie per quanto riguarda l’attuazione a livello locale e il monitoraggio dei risultati.

Nell'ambito del dialogo Europa 2020, la Commissione europea ribadisce che occorre compiere ulteriori sforzi per arrivare all'integrazione dei rom.

Qui sono raccolti tutti i documenti riguardanti i rom.

Il nostro sognodocumentario in cinque capitoli girato in cinque paesi dell'Europa centrale e orientale.

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