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Diritto dei contratti RSS

Stretta di mano a chiusura di un affare in un ufficio © Michael Möller, fotolia

Gli scambi di beni e servizi sono regolati dal diritto nazionale dei contratti. Nonostante l'avvenuta armonizzazione, in determinati settori, delle varie legislazioni nazionali in materia di contratti, esse continuano a presentare delle differenze che ostacolano pesantemente le transazioni transfrontaliere e che impediscono un agevole funzionamento del mercato interno europeo.

La compravendita di beni nell'UE è regolata dal diritto dei contratti nazionale. Le differenze tra i vari sistemi giuridici rendono le transazioni transfrontaliere più complesse e costose di quelle interne.

In particolare, le imprese devono:

  • scoprire quali sono le disposizioni della legislazione di un altro paese che si applicano al contratto o concordarle con la controparte
  • sostenere spese aggiuntive per la traduzione, la consulenza giuridica e l'adattamento dei contratti alle varie normative nazionali.

Questi ostacoli sono uno dei fattori che scoraggiano molte imprese dall'operare all'estero o dall'espandersi in un numero maggiore di paesi membri. È il caso soprattutto delle piccole e medie imprese, per le quali i costi legati all'ingresso su più mercati esteri possono risultare proibitivi rispetto al loro fatturato.

Il fatto che le imprese non vendano i loro prodotti all'estero significa spesso per i consumatori una scelta più ridotta e a prezzi più elevati nel loro paese, se non addirittura l'impossibilità di acquistare prodotti di altri paesi europei.

Per porre rimedio a questa situazione, la Commissione europea ha proposto di introdurre un diritto comune europeo della vendita български (bg)czech (cs)dansk (da)Deutsch (de)eesti (et)ελληνικά (el)English (en)español (es)Français (fr)Gaeilge (ga)latviešu (lv)lietuvių (lt)magyar (hu)Malti (mt)Nederlands (nl)polski (pl)português (pt)română (ro)slovenčina (sk)slovenščina (sl)suomi (fi)svenska (sv)

La proposta български (bg)czech (cs)dansk (da)Deutsch (de)eesti (et)ελληνικά (el)English (en)español (es)Français (fr)Gaeilge (ga)latviešu (lv)lietuvių (lt)magyar (hu)Malti (mt)Nederlands (nl)polski (pl)português (pt)română (ro)slovenčina (sk)slovenščina (sl)suomi (fi)svenska (sv) permette agli operatori che vendono i loro prodotti ai consumatori di un altro paese membro di applicare un unico insieme di norme contrattuali, in alternativa al diritto nazionale dei singoli paesi. Le parti di un contratto di vendita transfrontaliero, in qualsiasi paese dell'UE, potrebbero quindi convenire di applicare il diritto comune europeo della vendita.

Aprendo nuovi mercati alle imprese, questa nuova normativa può offrire ai consumatori una scelta di prodotti più ampia, oltre a comportare una serie di vantaggi:

  • le imprese potrebbero vendere in molti paesi membri a costi nettamente inferiori a quelli attuali
  • il quadro giuridico del commercio transfrontaliero sarebbe semplificato
  • i consumatori beneficerebbero di una maggiore scelta a prezzi più bassi
  • i consumatori sarebbero più tutelati e sicuri dei loro diritti quando acquistano prodotti da altri paesi.

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