Representation in Italy

Un libro per l'Europa

Pages

21/07/2017

"Nel momento stesso in cui la sovranità popolare sembra trionfante, nelle democrazie reali si sono manifestati i sintomi di un malessere: il principale e il più allarmante fra tutti è la delusione, la disaffezione, la sfiducia del popolo sovrano nei confronti dei governanti, delle istituzioni democratiche, dei partiti, con la sempre più diffusa convinzione, nel popolo stesso, di non essere più sovrano." Emilio Gentile

14/07/2017

"Le masse di disperati che tentano l'affondo all'emisfero settentrionale, attraversando paesi tra i più pericolosi al mondo e aree tra le più impervie del pianeta, sono alla mercé di spietate mafie transnazionali che non distinguono un guadagno, a volte misere, da una vita umana, sono costrette a pagare migliaia di dollari per il viaggio, sono vittime di violenze, carcerazioni, vessazioni di ogni tipo." (Luca Attanasio)

07/07/2017

Il libro che discuteremo oggi è stato scritto da un grande intellettuale Estone, Lennart MERI, già presidente dell’Estonia. Un libro affascinante, sia per il tema sviluppato sull'identità Estone sia per il metodo di ricerca sul quale riposa la sua dimostrazione.

30/06/2017

“Conoscere oggi le Istituzioni europee, gli organi che ne fanno parte, le sue modalità di funzionamento e informare meglio i cittadini sui diritti e sulle opportunità offerte dall’Unione europea, sono requisiti imprescindibili per una cittadinanza attiva alla base del processo di consapevolezza, controllo e partecipazione alla vita pubblica… La trasparenza contribuisce alla realizzazione della democrazia nell’ordinamento comunitario, puntando ad avvicinare i cittadini europei alle Istituzioni. Le notizie che provengono “dall’Europa” sono percepite come informazioni che non ci riguardano, lontane, difficilmente comprensibili, poco funzionali alle esigenze di informazione e alla richiesta di trasparenza dei cittadini.” Pp. 13-14 A.M.

23/06/2017

Oggi, non siamo nel nostro studio di Roma, ma nello studio n° 1 del Parlamento europeo di Bruxelles. Perché oggi sarà una trasmissione speciale, non dedicata a un libro, ma a un museo. Un museo serbatoio della memoria dell’Europa. La casa della storia europea. Gli europei se hanno radici hanno soprattutto delle gambe. Si sono sempre spostati, per scambiare e commerciare, per studiare, per fare la guerra poi per negoziare accordi, condividere conoscenze. Dopo Guttenberg sono le idee che si sono spostate sempre più facilmente nonostante l’abbandono della lingua franca che era il latino. Quindi nonostante le diversità culturale, le storie a volta diverse, i conflitti, ha sempre esistito un influenza reciproca, creando al meno uno spazio transculturale, la condivisione di abitudine, gusti, interessi, beni, e spesso anche di parole, come lo provano le multiple parole straniere o di origine greca o latina in ognuna delle nostre lingue nazionali o regionali. Sono questi intrecci che la Casa della Storia Europea prova di svelare, con punti di vista vari, cioè senza sbieco nazionalistico" ThV

16/06/2017

“Siamo testimoni di un profondo mutamento della politica. Siamo testimoni di un’epoca dove elettori in tutto il mondo esprimono disillusione e disaffezione per i tradizionali meccanismi di rappresentanza politica per le istituzioni democratiche. Questa parte cospicua – se non maggioritaria – dell’elettorato ritiene che i politici non siano in grado di risolvere i problemi più cruciali. In vari paesi dell’Europa al Sud America, dall’Asia al Nord America, alcuni miliardari hanno intravisto un vuoto politico, hanno deciso di riempirlo e ci sono riusciti” 

09/06/2017

La costruzione europea, innovativa, eterogenea e frutto d'interazioni tra più soggetti, lascia presagire un cammino tutto da scrivere. Tuttavia, non sono poche le difficoltà sia sul piano istituzionale, sia nel contesto attuale di crisi economica e,  di seguito, di crisi d'identità dell'Ue.

01/06/2017

"L’insoddisfazione dei cittadini verso questo funzionamento dell’Ue ha finito per giustificare le richieste alla rinazionalizzazione di molte politiche pubbliche (…) Le forze anti-europeisti si sono dimostrate estremamente abili a combinare il nazionalismo economico con il populismo politico. Una combinazione micidiale. Così micidiale che, per la prima volta dopo sessant’anni, la disintegrazione è entrata nell’agenda pubblica europea.” Sergio Fabbrini

26/05/2017

“Caporetto, pur non rappresentando né la guerra italiana, né gli italiani in guerra, non può essere dimenticata, perché rappresenta un caposaldo della memoria e un passaggio imprescindibile per ogni riflessione sulla nostra storia contemporanea." Luca Falsini

 

19/05/2017

"La generazione, nata appena dopo la seconda guerra fratricida tra europei, vive ora questo tempo del “rischio della scissione” e del conflitto senza una sua forza costituente. Ma la costruzione europea fin qui realizzata, imperfetta e incompiuta resta un patrimonio disponibile per le future generazioni, seppure a rischio. E’ ora di reagire.” Mario Campli

Pages