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Patto di stabilità e crescita: la Commissione emana linee guida per incoraggiare le riforme strutturali e gli investimenti

Immagine InvestEU

La Commissione ha adottato, accanto alle proposte legislative che istituiscono il FEIS, una comunicazione che contiene delle novità interpretative sull'applicazione del Patto di stabilità e di crescita. Obiettivo delle proposte è sfruttare la flessibilità già contenuta nel Patto e incoraggiare le riforme strutturali e gli investimenti.

 
2015/01/14

La comunicazione chiarisce il modo in cui le riforme strutturali saranno prese in considerazione nelle valutazioni della Commissione per quanto riguarda l'applicazione delle regole del Patto. Inoltre, conferma che i contributi nazionali al nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) non saranno calcolati nella misurazione dell'aggiustamento di bilancio. La famosa "clausola sugli investimenti" è stata chiarita e resa più accessibile: sarà applicata sulla base della posizione nel ciclo economico di ogni singolo Paese e non più dell’intera zona euro. Viene inoltre fatto esplicito riferimento agli investimenti effettuati in cofinanziamento con i fondi europei di coesione. Da ultimo, ma non di minore importanza, la Commissione ha pubblicato nella comunicazione una matrice che illustra in che modo saranno interpretate le condizioni del ciclo economico nell’ambito delle misure preventive del Patto: gli sforzi richiesti in termini di bilancio dipenderanno dal livello del divario tra prodotto effettivo e prodotto potenziale (“output gap”).

Le linee guida che la Commissione applicherà d'ora in poi perseguono tre finalità principali:

  1. incoraggiare l’attuazione effettiva delle riforme strutturali;
  2. promuovere gli investimenti, segnatamente nel contesto del nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS);
  3. tenere maggiormente conto del ciclo economico nei singoli Stati membri.

Queste linee guida servono anche a sviluppare una politica di bilancio più favorevole alla crescita nella zona euro.

La comunicazione fa seguito all’impegno assunto dal presidente Jean Claude Juncker nei suoi orientamenti politicipdf, in base al quale la Commissione è stata eletta dal Parlamento europeo. Rispettare il patto, sfruttando al meglio la flessibilità consentita dalle sue norme, è stato altresì il tema al centro delle discussioni del Consiglio europeo del giugno 2014.


Ora la Commissione dà agli Stati membri maggiore certezza su come applicherà il patto, le cui colonne portanti sono la parità di trattamento di tutti gli Stati membri e la prevedibilità delle norme.

 

Ha dichiarato Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile per l'euro e il dialogo sociale: "Il patto di stabilità e crescita è il pilastro della governance economica dell'UE. Vogliamo assicurare che esso venga applicato in maniera intelligente, efficace e credibile. Con le linee guida odierne sull’uso della flessibilità nell’ambito del patto, cerchiamo di agevolare le riforme strutturali e gli investimenti che sono indispensabili per stimolare la crescita e creare nuovi posti di lavoro in Europa. Allo stesso tempo, dobbiamo fare in modo che siano rispettate le norme stabilite di comune accordo."

 

Ha dichiarato Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane: "La responsabilità di bilancio è una condizione necessaria ma non sufficiente per l'occupazione e la crescita. Occorre anche proseguire le riforme strutturali e incrementare gli investimenti. L’applicazione più intelligente del Patto di stabilità e crescita che annunciamo oggi aiuterà a compiere progressi più risoluti su tutti e tre i fronti."

1. Chiarimenti in materia di riforme strutturali

La Commissione prenderà in considerazione l'impatto positivo delle riforme strutturali sul bilancio, seppure in gradi diversi, sia per gli Stati membri che rispettano i valori di riferimento del 3% del PIL per il disavanzo e del 60% del PIL per il debito previsti dal trattato (braccio preventivo del patto), sia per gli Stati membri che non li rispettano (braccio correttivo del patto, in altri termini i paesi soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi).

Per gli Stati membri soggetti al braccio preventivo del patto, la Commissione terrà conto dell’impatto delle riforme (la cosiddetta "clausola sulle riforme strutturali"), a condizione che esse i) siano importanti, ii) abbiano effetti positivi verificabili sul bilancio a lungo termine, compreso il rafforzamento del potenziale di crescita sostenibile, e iii) siano attuate. Le misure di riforma strutturale possono essere altresì riconosciute "ex ante" se gli Stati membri hanno presentato un apposito piano di riforma con misure ben definite e scadenze credibili per la loro adozione ed attuazione.

La Commissione valuterà le riforme prima di raccomandare al Consiglio di autorizzare eventuali deviazioni temporanee dall’obiettivo di bilancio a medio termine o dal percorso di aggiustamento verso di esso. Tali deviazioni non dovrebbero superare lo 0,5% del PIL. Occorre altresì preservare un margine di sicurezza appropriato in modo che sia rispettato il valore di riferimento del 3% del PIL per il disavanzo. L’obiettivo a medio termine dovrebbe essere raggiunto entro quattro anni dall'attivazione della clausola.

In caso di apertura di una procedura per i disavanzi eccessivi, la Commissione può raccomandare un prolungamento del termine per la correzione del disavanzo eccessivo purché esista un apposito piano di riforme strutturali come sopra descritto. Per i paesi soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi che hanno compiuto lo sforzo di bilancio richiesto ma hanno bisogno di più tempo per raggiungere il valore di riferimento del 3%, la Commissione può anche raccomandare una proroga più lunga del termine per la correzione purché esista il piano di riforme strutturali sopra descritto.

La Commissione continuerà a monitorare attentamente le riforme e proporrà le misure necessarie qualora gli Stati membri non riescano ad attuarle.

2. Chiarimenti in merito agli investimenti

Un trattamento favorevole per i contributi nazionali al FEIS

Nel suo piano d’investimenti per l’Europa, pubblicato lo scorso novembre, la Commissione aveva già reso noto che avrebbe adottato una posizione favorevole nell’ambito del patto in merito ai contributi nazionali al FEIS, per i quali sempre oggi la Commissione ha inoltre adottato una proposta legislativa. Ora la Commissione mantiene questo impegno, affermando che i contributi degli Stati membri al FEIS non saranno computati nella misurazione dell’aggiustamento di bilancio nell’ambito del braccio preventivo o di quello correttivo del patto. Nel caso in cui il valore di riferimento del 3% per il disavanzo non sia rispettato, la Commissione non avvierà una procedura per i disavanzi eccessivi se la deviazione è dovuta al contributo, a condizione che detta deviazione sia di entità ridotta e da considerarsi, previsioni alla mano, temporanea. Nel valutare il rispetto del criterio del debito, i contributi al FEIS non saranno considerati.

Una "clausola sugli investimenti" più accessibile e chiaramente definita

La Commissione ha fornito in passato linee guida su come considerare gli investimenti pubblici nell’ambito del patto. La comunicazione odierna specifica e formalizza tali linee guida (note comunemente come "clausola sugli investimenti") chiarendo che, nel braccio preventivo del patto, gli Stati membri possono deviare temporaneamente dal loro obiettivo di bilancio a medio termine o dal percorso di aggiustamento concordato, al fine di compiere investimenti, alle seguenti condizioni:

1. la crescita del PIL è negativa o il PIL resta ben al di sotto del suo potenziale (con un conseguente divario tra prodotto effettivo e potenziale superiore a meno 1,5% del PIL);

2. la deviazione non implica il superamento del valore di riferimento del 3% fissato per il disavanzo ed è preservato un margine di sicurezza adeguato;

3. i livelli degli investimenti sono effettivamente aumentati;

4. gli investimenti ammissibili sono spese nazionali per progetti cofinanziati dall’UE nel quadro della politica strutturale e di coesione (compresi i progetti cofinanziati nell'ambito dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile), le reti transeuropee e il meccanismo per collegare l’Europa, o per progetti cofinanziati dal FEIS;

5. la deviazione deve essere corretta entro l'orizzonte temporale del programma di stabilità o di convergenza dello Stato membro (piani di bilancio a medio termine degli Stati membri).

 

3. Chiarimenti sulle condizioni del ciclo

Per meglio tener conto delle fluttuazioni del ciclo economico, la Commissione utilizzerà sin d’ora una matrice che specifichi l'appropriato aggiustamento di bilancio da richiedere ai paesi nell’ambito del braccio preventivo del patto. Ne consegue che gli Stati membri saranno tenuti a compiere un maggiore sforzo di bilancio in periodi di congiuntura più favorevole e un minore sforzo in quelli di congiuntura più sfavorevole.

Per i paesi cui si applica la parte correttiva e che pertanto sono soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, la Commissione ha sviluppato un nuovo approccio per valutare la realizzazione dello sforzo di bilancio strutturale richiesto, che il Consiglio ECOFIN ha approvato nel giugno 2014pdf, grazie al quale è più facile distinguere, per quanto possibile, gli sviluppi di bilancio soggetti al controllo del governo da quelli collegati a un imprevisto calo dell’attività economica.

Prossime tappe

La Commissione non propone alcuna modifica delle norme esistenti. Di conseguenza non sono necessarie misure legislative e la Commissione applicherà le nuove linee guida immediatamente.

La Commissione avvierà un dialogo con gli Stati membri e il Consiglio per fornire le spiegazioni necessarie in vista delle prossime tappe, in particolare la presentazione dei programmi di stabilità/convergenza e dei programmi nazionali di riforma previsti per la primavera 2015.

La Commissione presenterà altresì la presente comunicazione al Parlamento europeo.

Inoltre essa si adopererà per coinvolgere le parti interessate a tutti i livelli nella definizione di ulteriori iniziative finalizzate all’approfondimento dell’unione economica e monetaria. Il Vertice euro del 24 ottobrepdf ha invitato il presidente della Commissione, in stretta collaborazione con il presidente del Vertice euro, il presidente dell’Eurogruppo e il presidente della Banca centrale europea, a preparare le prossime misure per migliorare la governance economica nella zona euro. Come convenuto dal Consiglio europeo di dicembrepdf, entro giugno 2015 dovrebbe essere presentata ai capi di Stato e di governo una relazione su queste problematiche. Come parte del suo programma di lavoro per il 2015, la Commissione si è impegnata anche a prendere ulteriori misure di messa in comune della sovranità in materia di governance economica.

Per ulteriori informazioni:

LINK AL MEMO

LINK ALLA COMUNICAZIONEpdf

 

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