Abbiamo letto per voi
Europa una pazienza attiva
di Tommaso Padoa-Schioppa
Rizzoli, 2006, pp. 188, 16,50 euro
Questa settimana vogliamo rendere omaggio ad un grande economista, scomparso improvvisamente qualche giorno fa: Tommaso Padoa-Schioppa.
Era il 2006 quando Padoa-Schioppa analizzava, lontano da ogni schematismo ideologico, lo “stato dell’Unione” esplorandone i modelli alternativi per il futuro.
In questo saggio proponeva una lucida riflessione sul presente e sul futuro dell’Unione, su un’Europa bloccata da malinconia proprio mentre si riscatta dai propri errori storici. A essere in crisi, sosteneva, non è l’idea ispiratrice, ma le modalità con cui la si sta realizzando, la leadership politica, la società stessa. Dove lo Stato nazionale non è capace di gestire problemi più grandi di lui, l’Europa deve unirsi davvero decidendo col principio maggioritario e dotandosi di mezzi per agire. Nello stesso tempo deve limitare le ingerenze di Bruxelles là dove sono superflue. Il principio di sussidiarietà va attuato nei due sensi.
Riportava così la discussione sui temi di fondo, invitando governi e istituzioni a uscire dall’ambiguità e a dibattere in modo esplicito sul modello di Europa più adatto ad affrontare i problemi di oggi.
Concludiamo con un aneddoto tratto dalla prefazione.
"Durante una conferenza in cui appassionatamente deploravo l'avvilente paralisi dei veti, il continuo rinnovo del patto fra i governi per non andare avanti, per non adottare il principio maggioritario (il semplice e unico col quale una collettività può efficacemente decidere), per non dotare l'Unione europea delle risorse necessarie ad attuare le proprie decisioni, uno dei presenti obiettò che la mia rappresentazione era troppo negativa, che molto era stato fatto, che si doveva aspettare il momento giusto. Concluse ammonendomi con una esclamazione: "Ci vuole pazienza!". "Sì, ma la pazienza deve essere attiva, non sta nell'aspettare": questa risposta, che mi venne alle labbra prima ancora che alla mente, dà il titolo a questo libro perché descrive la disposizione d'animo che ritengo necessaria per fare l'Europa."
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