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Un mondo senza povertà
di Muhammad Yunus
Feltrinelli 2010, 240 pp, 8 euro
“È tempo che la nuova idea del business sociale guidi la prossima grande
trasformazione del mondo. È tempo che la visione di un mondo in cui la povertà
sia solo un ricordo del passato si trasformi in realtà.". Dopo Il
banchiere dei poveri in cui ha raccontato la straordinaria storia della
fondazione della Grameen Bank, Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace, è
pronto per una nuova sfida: proporre l’esperienza del microcredito come un
modello e un punto di riferimento per riuscire finalmente ad estirpare la piaga
della povertà mondiale. La sfida si può vincere, secondo Yunus, con lo sviluppo
e la diffusione del “business sociale”: un nuovo tipo di attività economica che
ha di mira la realizzazione di obiettivi sociali anziché la massimizzazione del
profitto. Non elemosina, dunque, né aiuti pubblici gestiti il più delle volte
con criteri oscuri e inutili complessità burocratiche. Al contrario, il
business sociale è una forma di iniziativa economica capace di attivare le
dinamiche migliori del libero mercato, conciliandole però con l’aspirazione a
un mondo più umano, più giusto, più pulito. Sembra un sogno a occhi aperti. Ma
è un sogno che ha aiutato il Bangladesh quasi a dimezzare il suo tasso di
povertà in poco più di trent’anni. E che comincia a coinvolgere multinazionali,
fondazioni, banche, singoli imprenditori, organizzazioni no profit in ogni
parte del mondo. Una rivoluzione sociale ed economica ancora silenziosa, ma che
può rappresentare una speranza concreta di risolvere finalmente il problema più
grave che affligge il mondo d’oggi: la povertà. Nell'Anno europeo 2010 della
lotta alla povertà e all'esclusione sociale il libro di Yunus rappresenta un
significativo ed importante momento di riflessione.
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