L'Europa vista dai giovani

Pubblichiamo l'articolo dei secondi classificati di
"Giornalisti d'Europa crescono", concorso indetto dagli enti promotori
della Festa dell’Europa 2010 (EFSA,
Rappresentanza a Milano della Commissione europea, Comune di Parma, Provincia
di Parma, Ufficio Europass) e rivolto agli studenti delle scuole superiori
di Parma e Provincia. I partecipanti dovevano sviluppare il tema Europeo 2010:
Anno internazionale della biodiversità.
“Biodiversi” e insieme per il nostro futuro
Il 2010 è stato dichiarato dall’ONU anno internazionale della biodiversità e si
aggiunge alla giornata della biodiversità celebrata ogni anno il 22 maggio.
Cos'è la biodiversità? E’ l’insieme di tutti gli esseri viventi, nelle varie
specie e habitat della terra. Essa ci permette di avere una varietà di animali
e piante che, con l'avanzare dell’economia moderna, stanno sparendo. Molte
istituzioni si occupano di tutela della biodiversità e cercano di
sensibilizzare le persone a proposito di un tema tanto urgente quanto
scottante. L’Unione Europea ha preso a cuore il tema della conservazione della
diversità biologica realizzando un piano d’azione teso ad arginare il declino
della biodiversità, a ripristinare gli habitat e i sistemi naturali entro il
2010, e a sostenere i servizi ecosistemici per il benessere umano. Questo piano
invita gli Stati membri a rafforzare i programmi di conservazione della
biodiversità. L'equilibrio del pianeta è un obiettivo che ci coinvolge tutti,
perché riguarda il nostro futuro e la nostra sopravvivenza in un mondo sempre
più devastato dall'uomo. Cosa possiamo fare noi? Sicuramente una strategia
potrebbe essere quella di indirizzare, attraverso il consumo critico e
responsabile, il mercato verso la scelta di prodotti che rispettino la
biodiversità e che non inquinino l'ambiente come quelli forniti dal commercio
equo e solidale.Un'altra strategia potrebbe consistere nell’ampliamento di aree
protette dove possano convivere animali e uomini, affidando magari alle donne
la coltivazione di vegetali tipici del posto privi di impatto sulla natura. La
scelta delle donne non è casuale: è stato notato che esse sono più sensibili
alle tematiche ambientali rivolte alla protezione del pianeta; ad esempio in
India si è sviluppata l'associazione Navdanya, guidata da Vandana Shiva, nella
quale le donne sono parte attiva nella conservazione e coltivazione dei semi
autoctoni, contribuendo così allo sviluppo dell'economia locale. I mass media
si dovrebbero far carico di diffondere questo importante messaggio
gratuitamente. L'UE dovrebbe incentivare le aziende che si adoperano nelle
coltivazioni di prodotti tipici, con un occhio particolare alle specie che
popolano ciascuna zona. Un valido motivo che ci dovrebbe spingere a credere
nella biodiversità è quello della nostra salute: la biodiversità, infatti, ci
garantisce una varietà di prodotti necessari ad una crescita sana. Il
mantenimento dei prodotti tipici va tutelato al pari dei dialetti e delle
usanze in ogni zona del mondo per non perdere completamente l'identità di un
popolo. Ogni essere vivente, animale o vegetale, ha il diritto di conservare la
propria unicità che lo distingue dagli altri ed è nostro dovere lottare perché
questo diritto sia garantito in ogni parte della terra. In ogni caso la scelta
sta a noi, che possiamo dare o no ascolto all'estremo appello che la terra sta
lanciando al nostro orecchio (non completamente) sordo.
Classe IV A indirizzo linguistico, I.T.I.S.Galileo Galilei. San Secondo
Parmense
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