Le 12 Stelle

n. 161 del 1 giugno 2010


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L'Europa vista dai giovani

Pubblichiamo l'articolo dei secondi classificati di "Giornalisti d'Europa crescono", concorso indetto dagli enti promotori della Festa dell’Europa 2010  (EFSA, Rappresentanza a Milano della Commissione europea, Comune di Parma, Provincia di Parma, Ufficio Europass) e rivolto agli studenti delle scuole superiori di Parma e Provincia. I partecipanti dovevano sviluppare il tema Europeo 2010: Anno internazionale della biodiversità.

“Biodiversi” e insieme  per il nostro futuro

Il 2010 è stato dichiarato dall’ONU anno internazionale della biodiversità e si aggiunge alla giornata della biodiversità celebrata ogni anno il 22 maggio. Cos'è la biodiversità? E’ l’insieme di tutti gli esseri viventi, nelle varie specie e habitat della terra. Essa ci permette di avere una varietà di animali e piante che, con l'avanzare dell’economia moderna, stanno sparendo. Molte istituzioni si occupano di tutela della biodiversità e cercano di sensibilizzare le persone a proposito di un tema tanto urgente quanto scottante. L’Unione Europea ha preso a cuore il tema della conservazione della diversità biologica realizzando un piano d’azione teso ad arginare il declino della biodiversità, a ripristinare gli habitat e i sistemi naturali entro il 2010, e a sostenere i servizi ecosistemici per il benessere umano. Questo piano invita gli Stati membri a rafforzare i programmi di conservazione della biodiversità. L'equilibrio del pianeta è un obiettivo che ci coinvolge tutti, perché riguarda il nostro futuro e la nostra sopravvivenza in un mondo sempre più devastato dall'uomo. Cosa possiamo fare noi? Sicuramente una strategia potrebbe essere quella di indirizzare, attraverso il consumo critico e responsabile, il mercato verso la scelta di prodotti che rispettino la biodiversità e che non inquinino l'ambiente come quelli forniti dal commercio equo e solidale.Un'altra strategia potrebbe consistere nell’ampliamento di aree protette dove possano convivere animali e uomini, affidando magari alle donne la coltivazione di vegetali tipici del posto privi di impatto sulla natura. La scelta delle donne non è casuale: è stato notato che esse sono più sensibili alle tematiche ambientali rivolte alla protezione del pianeta; ad esempio in India si è sviluppata l'associazione Navdanya, guidata da Vandana Shiva, nella quale le donne sono parte attiva nella conservazione e coltivazione dei semi autoctoni, contribuendo così allo sviluppo dell'economia locale. I mass media si dovrebbero far carico di diffondere questo importante messaggio gratuitamente. L'UE dovrebbe incentivare le aziende che si adoperano nelle coltivazioni di prodotti tipici, con un occhio particolare alle specie che popolano ciascuna zona. Un valido motivo che ci dovrebbe spingere a credere nella biodiversità è quello della nostra salute: la biodiversità, infatti, ci garantisce una varietà di prodotti necessari ad una crescita sana. Il mantenimento dei prodotti tipici va tutelato al pari dei dialetti e delle usanze in ogni zona del mondo per non perdere completamente l'identità di un popolo. Ogni essere vivente, animale o vegetale, ha il diritto di conservare la propria unicità che lo distingue dagli altri ed è nostro dovere lottare perché questo diritto sia garantito in ogni parte della terra. In ogni caso la scelta sta a noi, che possiamo dare o no ascolto all'estremo appello che la terra sta lanciando al nostro orecchio (non completamente) sordo.

Classe IV A indirizzo linguistico, I.T.I.S.Galileo Galilei. San Secondo Parmense

 

 

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