Le 12 Stelle

n.160 del 26 maggio 2010


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Biodiversità, un'assicurazione sulla vita

È ora di aprire gli occhi. Non possiamo continuare a sottovalutare l'impatto ambientale dell'uomo, che lentamente si sta autodistruggendo. Aprire gli occhi nel senso di rimboccarci le maniche, impegnarci seriamente e non nasconderci dietro false e illusorie promesse.

Nitido e ancora vicino esempio dell'immaturo comportamento dei governi è il vertice tenutosi in febbraio a Copenaghen, che, partendo da obiettivi molto ambiziosi, si è poi tradotto in un nulla di fatto. Sembrava che dovesse rappresentare un punto di svolta dal quale partire per promuovere uno sviluppo veramente sostenibile, ma si è capito che la crescita economica ha un'importanza maggiore della salute del nostro pianeta. Chi risente maggiormente di queste scelte così superficiali non sono tanto i paesi sviluppati, che grazie alla tecnologia riescono per ora a difendersi, ma i paesi più poveri e, in generale, la natura.

L'inquinamento e il cambiamento climatico hanno già portato irreparabili danni a moltissimi ecosistemi, che, privati delle loro caratteristiche originarie, stanno diventando habitat inadeguati alle specie che li popolano. Ciò comporta in alcuni casi la migrazione dei loro abitanti, in altri più gravi addirittura l'estinzione. Significativo è il dato che riguarda la scomparsa annuale da 1.000 a 10.000 specie, mentre in circostanze naturali questa dovrebbe limitarsi ad una!

L’Unione Europea negli ultimi trent'anni si è mobilitata attraverso diverse normative e piani d’azione per fermare la perdita di biodiversità e sostenere gli ecosistemi, e sta dedicando a questi temi un particolare impegno nel 2010, proclamato dalle Nazioni Unite ‘Anno internazionale della biodiversità’. Per uscire da questa vera e propria crisi biologica, oltre a promuovere politiche dall'alto, è infatti necessario sensibilizzare le persone, rendendole coscienti della gravità della situazione. Anche piccole esperienze dirette possono essere significative: come quella che gli studenti del liceo Bertolucci di Parma stanno facendo attraverso la costruzione e l'utilizzo di un kit per l'analisi del suolo. Basta sezionare una zolla di terra per ritrovarvi migliaia di esseri viventi e capire l'importanza della biodiversità.

Secondo il WWF Italia circa un terzo del nostro cibo «proviene da piante impollinate da oltre 100.000 specie di impollinatori selvatici» e l'80% dei paesi in via di sviluppo «vive di prodotti forestali a rischio scomparsa a causa dei cambiamenti climatici»: la biodiversità è quindi qualcosa di concreto, che influenza realmente la qualità della nostra esistenza. E', in buona sostanza, una polizza di assicurazione sulla vita.

Stiamo consumando il capitale naturale della Terra e mettendo a repentaglio la capacità degli ecosistemi di provvedere al sostentamento delle generazioni future. Se non vogliamo che a pagare per questi errori siano i nostri figli, è ora di impegnarci davvero, modificando le politiche e i comportamenti, e contribuendo tutti alla conservazione del nostro pianeta.

Chiara Campanini, Ludmila Munteanu, Lorenzo Mutti
Liceo Scientifico Bertolucci, classe III B, Parma


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