Biodiversità, un'assicurazione sulla vita
È ora di aprire gli occhi. Non possiamo continuare a
sottovalutare l'impatto ambientale dell'uomo, che lentamente si sta
autodistruggendo. Aprire gli occhi nel senso di rimboccarci le maniche,
impegnarci seriamente e non nasconderci dietro false e illusorie promesse.
Nitido e ancora vicino esempio dell'immaturo comportamento dei governi è il
vertice tenutosi in febbraio a Copenaghen, che, partendo da obiettivi molto
ambiziosi, si è poi tradotto in un nulla di fatto. Sembrava che dovesse
rappresentare un punto di svolta dal quale partire per promuovere uno sviluppo
veramente sostenibile, ma si è capito che la crescita economica ha
un'importanza maggiore della salute del nostro pianeta. Chi risente
maggiormente di queste scelte così superficiali non sono tanto i paesi
sviluppati, che grazie alla tecnologia riescono per ora a difendersi, ma i
paesi più poveri e, in generale, la natura.
L'inquinamento e il cambiamento climatico hanno già portato irreparabili
danni a moltissimi ecosistemi, che, privati delle loro caratteristiche
originarie, stanno diventando habitat inadeguati alle specie che li popolano.
Ciò comporta in alcuni casi la migrazione dei loro abitanti, in altri più gravi
addirittura l'estinzione. Significativo è il dato che riguarda la scomparsa
annuale da 1.000 a 10.000 specie, mentre in circostanze naturali questa
dovrebbe limitarsi ad una!
L’Unione Europea negli ultimi trent'anni si è mobilitata attraverso diverse
normative e piani d’azione per fermare la perdita di biodiversità e sostenere
gli ecosistemi, e sta dedicando a questi temi un particolare impegno nel 2010,
proclamato dalle Nazioni Unite ‘Anno internazionale della biodiversità’. Per
uscire da questa vera e propria crisi biologica, oltre a promuovere politiche
dall'alto, è infatti necessario sensibilizzare le persone, rendendole coscienti
della gravità della situazione. Anche piccole esperienze dirette possono essere
significative: come quella che gli studenti del liceo Bertolucci di Parma
stanno facendo attraverso la costruzione e l'utilizzo di un kit per l'analisi
del suolo. Basta sezionare una zolla di terra per ritrovarvi migliaia di esseri
viventi e capire l'importanza della biodiversità.
Secondo il WWF Italia circa un terzo del nostro cibo «proviene da piante
impollinate da oltre 100.000 specie di impollinatori selvatici» e l'80% dei
paesi in via di sviluppo «vive di prodotti forestali a rischio scomparsa a
causa dei cambiamenti climatici»: la biodiversità è quindi qualcosa di
concreto, che influenza realmente la qualità della nostra esistenza. E', in
buona sostanza, una polizza di assicurazione sulla vita.
Stiamo consumando il capitale naturale della Terra e mettendo a repentaglio
la capacità degli ecosistemi di provvedere al sostentamento delle generazioni
future. Se non vogliamo che a pagare per questi errori siano i nostri figli, è
ora di impegnarci davvero, modificando le politiche e i comportamenti, e
contribuendo tutti alla conservazione del nostro pianeta.
Chiara Campanini, Ludmila Munteanu, Lorenzo Mutti
Liceo Scientifico Bertolucci, classe III B, Parma
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