Le 12 Stelle

n.155 del 21 aprile 2010


      LE RUBRICHE      


   Attualità dalle istituzioni dell'UE

   La settimana sulla GUUE

   Bandi di gara

   Appuntamenti sul territorio

   Carriera e lavoro

   L'Europa in corsi

   Abbiamo letto per voi

   L'Europa vista dai giovani

   L'Articolo di Matteo Fornara

   La Redazione


Facebook pagina della rappresentanza


Lidia Yusupova: "la donna più coraggiosa d'Europa"

Il 15 aprile Lidia Yusupova, ovvero "la donna più coraggiosa d'Europa" secondo l'emittente inglese BBC, era al Parlamento europeo per presentare un documentario su Anna Politkovskaya, la giornalista uccisa nel 2006.
La Yusupova (nata a Grozny, Cecenia) non si limita a esercitare la professione di avvocato per la tutela dei diritti umani in Russia rischiando la vita per difendere i ceceni e le altre popolazioni del Caucaso contro l'esercito e i servizi segreti russi, ma ormai svolge anche il lavoro di giornalista raccogliendo le testimonianze delle vittime di abusi, omicidi e sparizioni. Ed è proprio grazie al suo impegno civile e alla sua passione che è stata candidata al Nobel per la pace non perdendo occasione di denunciare la violenza senza fine di cui è vittima la sua terra.
"La sindrome cecena", a suo dire, si sta diffondendo in tutto il Caucaso e questa sorta di terrore di Stato provoca la contro-reazione inevitabile della popolazione innescando una spirale di attentati difficile da fermare. La recente esplosione nella metropolitana della capitale russa, è solo l'ennesimo atto di una violenza che si protrae da anni, e che riduce l'intera popolazione a essere ostaggio del potere il quale governa attraverso la paura e il terrore.
Il suo intervento a Bruxelles, però, dimostra come, secondo la Yusupova non sia troppo tardi per sperare in un intervento decisivo dell'UE affinché faccia pressione su Mosca per una soluzione. Ci si chiede, dunque, quali strumenti possiede l'Unione europea per potersi imporre quale garante dei diritti umani? Le relazioni col gigante russo sembrano essere tutte improntate agli accordi economici e all'approvvigionamento energetico, questo non significa forse sacrificare nel nome del principio di non ingerenza negli affari interni l'aspetto altrettanto importante della tutela delle libertà fondamentali? Attraverso la vicenda di Anna Politkovskaya presentata a Bruxelles dalla Yusupova, emerge come all'interno del paese non esista alcuna possibilità di una dissidenza organizzata in quanto il perenne Stato di polizia esercita un controllo, così capillare su tutto e su tutti, che l'unica ancora di salvezza si trova all'estero, lontano dai confini del Paese. Le Ong e le associazioni che hanno organizzato in varie parti del mondo manifestazioni di solidarietà sull'accaduto non sono comunque abbastanza influenti per poter rappresentare una valida alternativa allo status quo. Ecco, dunque, che la presenza di Lidia Yusupova davanti al Parlamento europeo lancia un segnale forte per un maggiore coinvolgimento delle istituzioni nella tutela dei diritti fondamentali all'interno del territorio russo.

 

Rahma Arhlam

 

Torna alla Homepage