LE FONTI RINNOVABILI PROTAGONISTE DELLO SVILUPPO EUROPEO
L'UE considera le green technologies uno dei fattori trainanti del
rilancio della crescita e della competitività europea.
Il problema principale che l'Europa si trova ad affrontare in questa fase è
la messa in atto di una exit strategy da una delle peggiori crisi della storia
contemporanea. Tra i diversi problemi: il crescente divario tra i Paesi del
vecchio Continente e i cd emergenti che, malgrado la crisi, continuano a
crescere a quasi due cifre. Altro problema messo a nudo dalla questione greca è
la mancata convergenza di molte economie dell'area euro verso livelli di
competitività omogenei.
Per evitare un declino economico e politico e, nuove minacce all'euro,
l'Europa ha messo in campo una nuova strategia per il rilancio della propria
competitività: Europa 2020. La nuova strategia individua solo cinque target
fondamentali su cui devono convergere le economie europee. Tra queste anche il
target sulle rinnovabili e l'efficienza energetica (20% entro il 2020) che si
confermano cosi al cuore dell'azione europea per rilanciare crescita ed
occupazione.
Questo il messaggio con il quale si è avviato il ciclo di conferenze dal
titolo "Energie in Europa: le iniziative comunitarie come opportunità di
sviluppo", organizzato dalla Rappresentanza a Milano della Commissione
europea e da Energylab, presso il Palazzo delle Stelline. La nuova corsa
all'oro verde è una grande opportunità che l'UE non può permettersi di perdere.
L'UE deve mantenere la sua leadership, non solo attraverso il quadro
regolamentare già approvato, ma anche mobilitando le risorse necessarie al
processo di riconversione verso un'economia a basso tenore di
carbonio.
In questo contesto la politica per promuovere le fonti rinnovabili appare
particolarmente importante e risponde non solo all'esigenza di tagliare le
emissioni, ma anche, a quello di garantire la sicurezza degli
approvvigionamenti e fare da volano all'industria manifatturiera europea.
Attori essenziali per affrontare e vincere queste sfide sono non solo gli Stati
membri,ma anche le regioni, i comuni, il settore privato, le università e i
centri di ricerca come luoghi di mediazione tra studio teorico e applicazioni
innovative in ambito commerciale.
Carlo Corazza
Direttore della Rappresentanza a Milano
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