
Il tendone di Circus: cosa può fare l'Europa sociale per...le donne?
Bologna 29-31 ottobre, Ravenna 5-6 novembre 2009
Uno dei principi fondanti dell’Ue nel 1957 era la parità tra uomini e donne. La non-discriminazione su base sessuale è vista ancora oggi come una condizione imprescindibile per gli obiettivi europei di crescita, occupazione e coesione sociale ma in Italia, purtroppo, non si discute molto sul ruolo della donna nella società.
Nonostante l’inserimento della tematica della parità nelle varie politiche dell’Ue e l’adozione di misure specifiche per l’emancipazione femminile, le donne del Vecchio Continente sono ancora discriminate in diversi campi. Per quanto riguarda le attività economiche, il tasso di occupazione delle donne è in aumento ma rimane inferiore a quello degli uomini che guadagnano in media il 17,4% in più per ogni ora lavorata; per quanto riguarda i processi decisionali, è esiguo il numero di donne che ci rappresentano e che svolgono ruoli fondamentali nelle istituzioni sia italiane che europee; per quanto riguarda la famiglia, la ripartizione delle responsabilità tra uomini e donne resta poco equilibrata; e, più in generale, il rischio di povertà è superiore per le donne che per gli uomini e le donne sono le principali vittime di violenza fisica e psicologica dentro e fuori dalle mura domestiche.
Mobbing e stalking occupazionale sono le più potenti strategie usate dagli uomini di potere e nei giornali pullulano le immagini umilianti di donne semi-nude e in TV le vallette devono essere sempre in perfetta forma e non hanno diritto di parola. Svestire le donne, secondo alcuni, equivale a proporre un modello di società libera ed emancipata. È veramente esemplare un modello di società in cui le donne solo se si spogliano o cedono alle avances di un loro superiore possono aspirare ad avere un posto di lavoro più prestigioso? In realtà, i casi di razzismo e sessismo nei confronti della donna non sono poi così rari.
All’interno del tendone di Circus a Bologna si parlerà quindi anche di quello che l’Europa sociale è disposta a fare per le donne al fine di migliorare la loro condizione. In modo particolare sono tre gli slogan che toccano i punti cruciali della questione: il primo (Un posto per tutti. L’Europa sociale promuove la diversità) ci ricorda che la diversità può garantire enormi vantaggi nella società, che la legislazione europea vieta ogni forma di discriminazione fondata su sesso, origine etnica o razza, disabilità, età, tendenza sessuale, religione o convinzioni personali e che questo principio deve essere rispettato sia per quanto riguarda il lavoro che per l’istruzione, l’assistenza medico sanitaria, ecc.; il secondo (Vuoi rompere gli stereotipi? L’Europa sociale promuove l’uguaglianza tra donne e uomini) ci vuole far riflettere sul fatto che sebbene le donne ottengano risultati scolastici migliori rispetto agli uomini, esse sono ancora poco rappresentate nelle istituzioni e l’economia europea continua a non utilizzare appieno l’enorme risorsa rappresentata dalle donne; e il terzo (La vita è un esercizio d’equilibrio? L’Europa sociale lavora per un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata) invita alla condivisione delle responsabilità famigliari per permettere alle donne di destreggiarsi tra lavoro e vita privata e ci ricorda che l’Ue promuove la disponibilità di servizi di custodia dei bambini, un adeguato livello di assistenza per le persone a carico quali parenti anziani e malati, i congedi parentali e nuove forme di lavoro.
In attesa di miglioramenti nel prossimo futuro e nella speranza che le donne siano sempre più consapevoli dei loro diritti, il nostro invito è quello di visitare il carrozzone di Bologna per scoprire le opportunità di lavoro che l’Europa offre a donne, uomini, diversamente abili, immigrati, giovanissimi e anziani.
Venghino, signori, venghino!
Cristina Brembilla
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Il tendone di Circus: cosa può fare l’Europa sociale per… le donne?
di Cristina Brembilla
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