Articolo del 12-10-2009

Un'azione europea comune per combattere l'influenza suina

di Matteo Fornara e Daniela Vismara


     

    Strategie di vaccinazione, autorizzazione dei vaccini e dei farmaci antivirali, approvvigionamento comune dei vaccini, divulgazione delle informazioni ai cittadini e ai media e sostegno ai paesi extraeuropei. Sono queste cinque le questioni chiave affrontate a livello europeo per risolvere la crisi della pandemia influenzale H1N1, meglio conosciuta come febbre suina. A fine settembre, la Commissione aveva autorizzato due vaccini contro l'influenza suina prodotti da Novartis (Focetria), e GlaxoSmithKline (Pandemrix).

    La Commissione europea e i ministri della Salute dei 27 Paesi UE, riunitisi il 12 ottobre a Bruxelles, hanno chiarito come viene coordinata l'azione europea contro il diffondersi del virus. È emersa una risposta sanitaria comune, anche per minimizzare gli effetti economici e sociali negativi causati dalla pandemia.

    La pandemia colpisce infatti non soltanto la popolazione dal punto di vista sanitario, ma anche la società e l'economia di uno stato e del mondo intero. Poiché non tutti i Paesi sono ugualmente preparati e attrezzati per affrontare una tale emergenza, un approccio coordinato e di sostegno agli interventi sanitari, a livello europeo, può giovare notevolmente alle autorità pubbliche e ai cittadini di tutta l'UE.

    Le questioni considerate prioritarie dai Ministri sono la disponibilità dei vaccini, in particolare nei Paesi che non hanno un accordo con un produttore, anche attraverso gli scambi con quelli che dispongono di quantità sufficienti, e le strategie di vaccinazione per coprire i gruppi di persone più vulnerabili. Inoltre, le procedure di approvazione dei vaccini, l'informazione coerente del pubblico, la cooperazione a livello globale per sostenere i paesi in via di sviluppo, la gestione di eventuali emergenze.

    La collaborazione tra la Commissione europea e gli organismi internazionali per la salute, come l'Agenzia europea per i medicinali (EMEA), l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), garantisce coerenza tra le varie misure adottate. Inoltre, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDPC) fornisce assistenza e consulenza scientifica per consentire una ripartizione più efficiente delle risorse nazionali destinate al contrasto della diffusione dell'epidemia.

    Anche le informazioni ai viaggiatori, così come le ventilate chiusure delle scuole, sono aspetti del fenomeno da affrontare con prudenza per ridurre l'impatto negativo dei provvedimenti sanitari sugli altri settori dell'economia e della società. Inoltre, coordinare chi dona risorse in Europa è il modo migliore per ottimizzare il sostegno offerto ai paesi extra UE, inclusi quelli in via di sviluppo e i più poveri. Un ruolo centrale è giocato, in questo caso, dal Comitato per la sicurezza sanitaria dell'UE che garantisce anche ai paesi che dispongono di risorse finanziarie limitate e di strutture meno efficienti di somministrare i vaccini e i farmaci antivirali necessari. 

    Matteo Fornara e Daniela Vismara
    Rappresentanza a Milano

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