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L'Unione europea si è impegnata, in particolare negli ultimi anni, a creare un dialogo sempre più stretto con le organizzazioni della società civile, al fine di coinvolgerle nelle politiche e nelle discussioni sulle riforme dell'UE.
La base giuridica di tale dialogo, che ha preso con gli anni il nome di "dialogo civile" (in contrapposizione al "dialogo sociale" che l'UE ha creato tra le parti sociali) si può rintracciare innanzitutto nel Trattato di Maastricht (1991), che ha istituito la cittadinanza europea, ponendo quindi le basi per la creazione degli strumenti che rafforzano i diritti dei cittadini europei, compresi i diritti legati alla partecipazione alla vita democratica dell'Unione.
Nell'ultimo decennio sono state intraprese diverse iniziative volte a concretizzare e a rafforzare il dialogo civile. In particolare, la Commissione ha pubblicato nel 2001 il Libro bianco sulla governance ( COM(2001)0428 ) e ha creato un sistema di consultazioni sul portale Europa, attraverso il quale la Commissione consulta i cittadini e gli stakeholders sulle proposte legislative relative alle più svariate politiche europee (http://ec.europa.eu/yourvoice). Nel 2006, con l'iniziativa sulla trasparenza, è stato creato anche il Registro dei rappresentanti di interessi, che mira ad aumentare la consapevolezza dei cittadini europei sugli interessi che influenzano i processi legislativi europei.
Una tappa importante sulla democrazia partecipativa in Europa è stata raggiunta con il Progetto di Trattato che istituisce una Costituzione europea, che inseriva uno specifico titolo sulla Democrazia partecipativa, ripreso poi nel contenuto dal Titolo II del Trattato di Lisbona, che inserisce in particolare un nuovissimo strumento di democrazia diretta, l'iniziativa dei cittadini, con la quale un milione di cittadini possono richiedere alla Commissione di avviare un'iniziativa legislativa su una materia di comune interesse.
L'impasse della Costituzione europea, prima, e del Trattato di Lisbona poi a causa delle mancate ratifiche ai referendum di Francia, Paesi Bassi e Irlanda ha spinto le istituzioni europee ad avanzare ulteriormente verso la realizzazione di cittadinanza europea attiva e di un effettivo coinvolgimento dei cittadini e delle loro forme organizzate. Nel 2005 la Commissione ha presentato il Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito, con lo scopo di aumentare il dialogo tra le istituzioni europee ed i cittadini, in particolare sul futuro dell'Europa. Anche il Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale sono intervenuti con iniziative volte a coinvolgere in modo più strutturato i cittadini e la società civile, il primo attraverso l' Agorà dei cittadini e il secondo attraverso l'istituzione di un Gruppo 3 dei rappresentanti di interessi diversi, che si affianca ai già esistenti Gruppo 1 – Imprenditori – e Gruppo 2 – Lavoratori.
Attualmente il dibattito sul futuro della democrazia partecipativa in Europa è all'ordine del giorno. Ci si interroga sui metodi e gli strumenti per affiancare alla giovane democrazia rappresentativa europea anche una effettiva partecipazione civile sulle politiche europee. Il Parlamento europeo, in particolare, ha presentato una relazione sul Rafforzamento del dialogo civile dopo il Trattato di Lisbona (relatrice: G. Grabowska) e una sull’Attuazione dell’iniziativa dei cittadini (relatrice: S. Kaufmann).
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