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Tuttavia le norme attuali erano state pensate per un'Unione molto più ristretta, che non si trovava di fronte alle sfide mondiali di oggi, come il cambiamento climatico, la recessione mondiale o la criminalità transfrontaliera internazionale. L'UE dispone del potenziale e delle capacità necessarie per risolvere questi problemi, tuttavia essi non possono essere risolti se non migliorando il suo modo di funzionare.
È questa la ragion d'essere del Trattato di Lisbona che darà all'UE più democrazia, efficacia e trasparenza, che permetterà ai cittadini e ai parlamenti di esprimersi su quanto accade a livello europeo, e grazie al quale l'Europa potrà far sentire più distinta e più forte la propria voce nel mondo, tutelando nel contempo gli interessi nazionali.
Il Trattato dà ai cittadini la capacità di avviare un'iniziativa popolare grazie alla quale essi, previa presentazione di un milione di firme, potranno invitare la Commissione europea a presentare nuove proposte politiche.
I parlamenti nazionali di ciascuno Stato membro avranno un ruolo più importante in quanto potranno esaminare la legislazione comunitaria prima che questa venga approvata. Essi potranno quindi essere sicuri che l'UE non superi determinati limiti su questioni di competenza nazionale o locale.
I poteri del Parlamento europeo verranno estesi e i membri del Parlamento europeo eletti a suffragio universale potranno intervenire in un maggior numero di questioni.
Diversamente dall'attuale Trattato (Trattato di Nizza), la Commissione continuerà ad essere formata da un Commissario per ogni Stato membro.
Il presente opuscolo ha lo scopo di spiegare ai cittadini le implicazioni del Trattato di Lisbona.
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