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Sicurezza stradale: giro di vite dell'UE sui conducenti che commettono infrazioni stradali all'estero
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02/12/2010


Raggiunto un accordo tra i Ministri dei trasporti UE riunitisi oggi a Bruxelles: d'ora in avanti i conducenti che commettono infrazioni al codice della strada  al di fuori del proprio paese verranno sanzionati.

    Sicurezza stradale: giro di vite dell'UE sui conducenti che commettono infrazioni stradali all'estero

    Siim Kallas, vicepresidente della Commissione e responsabile per i trasporti, ha dichiarato: "Le probabilità che un conducente straniero commetta un'infrazione sono tre volte superiori rispetto ad un residente. Molti pensano che quando sono all'estero le norme non valgono nei loro confronti. Voglio ribadire invece che esse valgono per tutti e che intendiamo farle applicare."

    I dati a disposizione dell'UE indicano che i conducenti stranieri rappresentano il 5% del traffico ma sono responsabili del 15% delle infrazioni commesse. Molte infrazioni restano impunite perché gli Stati non sono in grado di perseguire i responsabili dopo che questi sono tornati nel loro paese.

     

    Le proposte

    La proposta di direttiva sull'applicazione transfrontaliera delle norme in materia di sicurezza stradale mira a porre rimedio a questa situazione. I ministri hanno raggiunto un accordo su un testo imperniato sulle infrazioni che hanno gravi conseguenze per la sicurezza stradale, tra cui i quattro "big killer" che provocano il 75% delle vittime della strada:

    1.  la velocità

    2.  il mancato rispetto dei semafori

    3.  il mancato uso delle cinture di sicurezza

    4.  la guida in stato di ebbrezza

    nonché,

    5. la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti

    6. il mancato uso del casco

    7. l'uso non consentito di una corsia di emergenza

    8. l'uso del telefono cellulare durante la guida.

     

    Come funzionerà?

    Le proposte adottate permetteranno di identificare i conducenti UE che verranno quindi perseguiti per le infrazioni commesse in uno Stato membro diverso da quello di immatricolazione del loro veicolo. In pratica, le nuove norme permetteranno di istituire una rete elettronica per lo scambio dei dati necessari tra lo Stato nel quale è stata commessa l'infrazione e quello dove il veicolo è stato immatricolato. Una volta a conoscenza del nome e dell'indirizzo del proprietario del veicolo, gli verrà inviata una notifica di infrazione, tramite un modulo fissato dalla proposta di direttiva.

    Spetterà quindi allo Stato membro dove è stata commessa l'infrazione decidere quale seguito darvi. La direttiva non armonizza né la natura dell'infrazione né le sanzioni previste. Pertanto continueranno ad applicarsi le norme nazionali dello Stato membro dove è avvenuta l'infrazione per quanto riguarda sia la natura di quest'ultima che le sanzioni previste.

     

    Cosa succederà in seguito?

    Prima di diventare legge, le proposte legislative devono ora essere approvate dal Parlamento europeo. Seguirà un periodo di due anni durante il quale gli Stati membri dovranno provvedere a recepire la normativa UE prima della sua entrata in vigore, probabilmente entro il 2013.

     

    Domande e risposte sull'applicazione transfrontaliera della normativa per la sicurezza stradale

     

    1. Che cosa significa esattamente applicazione transfrontaliera della normativa?

    Significa perseguire e sanzionare le infrazioni al codice della strada commesse con un veicolo immatricolato in uno Stato membro diverso da quello in cui avviene l'infrazione.

    2. Perché la Commissione intende agire in questo campo?

    Come annunciato negli orientamenti 2011-2020 per la sicurezza stradale, l'adozione e l'attuazione della direttiva sull'applicazione transfrontaliera della normativa in questo campo fa parte di una serie di importanti misure che devono essere adottate nei prossimi anni per raggiungere l'obiettivo di dimezzare il numero di morti sulle strade dell'Unione europea entro il 2020.

    3. Qual è il problema?

    Al momento attuale se un conducente commette un'infrazione al codice della strada con un veicolo immatricolato in un altro Stato membro dell'UE, salvo rare eccezioni, resta impunito poiché non è possibile identificarlo né verificare l'indirizzo al quale è stato registrato il veicolo.

    4. Quali infrazioni sono contemplate dalla proposta di direttiva?

    In un primo momento la Commissione aveva proposto di concentrarsi sui quattro tipi di infrazioni che sono all'origine del 75% delle morti sulla strada: eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, mancato uso della cintura di sicurezza e attraversamento con semaforo rosso.

    La proposta viene adesso ampliata e interesserà altre infrazioni quali la guida sotto l'effetto di stupefacenti, il mancato uso del casco protettivo, l'uso del cellulare alla guida con modalità non consentite, l'uso non consentito della corsia di emergenza.

    5.  La proposta armonizzerà le sanzioni stradali in tutta l'UE?

    No. La direttiva non armonizza né la natura dell'infrazione né la relativa sanzione, che sarà definita in base alla legge dello Stato membro in cui è commessa l'infrazione. Va anche evidenziato che la proposta si occupa solo di sanzioni pecuniarie e non riguarda quindi né la detrazione di punti dalla patente di guida né il suo eventuale ritiro.

    6. Come funzionerà il sistema proposto? Come sarà possibile rintracciare chi ha commesso un'infrazione stradale all'estero?

    Grazie a una rete per lo scambio di dati elettronici che permetterà di risalire al titolare del certificato di immatricolazione del veicolo il quale, una volta individuato, riceverà al proprio indirizzo una notifica di infrazione redatta secondo il modello contenuto nella proposta di direttiva. Spetta allo Stato membro in cui si è verificata l'infrazione assicurare la traduzione della lettera di notifica nella lingua del certificato di immatricolazione del veicolo.

     7. Che cosa succede se il trasgressore non è il titolare del certificato di immatricolazione?

    La notifica di infrazione inviata al titolare del certificato di immatricolazione contiene un modulo di risposta compilando il quale si possono fornire i dati necessari per identificare il conducente.

    8. Che cosa succede se il destinatario non dà seguito alla richiesta?

    Esiste già una decisione quadro del Consiglio sul reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie che comprende anche le infrazioni al codice della strada; essa sancisce il riconoscimento da parte di tutti gli Stati membri della condanna definitiva al pagamento di un'ammenda emessa da uno Stato membro.

    Per quanto riguarda la proposta di direttiva sull'applicazione transfrontaliera in materia di traffico stradale, essa riguarda solo le prime fasi della procedura: il suo scopo è identificare il trasgressore , ma è la decisione quadro a venir applicata in ultima istanza, cioè se il trasgressore non paga l'ammenda.

    9. Quali sono gli obblighi per gli Stati membri?

    Una volta adottato il testo finale, gli Stati membri disporranno di due anni per recepirlo nel diritto nazionale. In questo lasso di tempo dovranno istituire il sistema per lo scambio dei dati e renderlo operativo. Per scambiarsi informazioni sulle targhe, gli Stati membri potranno ricorrere anche alle reti già in uso per la lotta contro la criminalità a livello dell'UE. Saranno le autorità nazionali responsabili dei certificati d'immatricolazione dei veicoli a scambiarsi le informazioni.

    10. Quale effetto avrà la misura? Qual è il volume di infrazioni generato dai conducenti non residenti?

    -       I conducenti non residenti generano circa il 5% del traffico sulle strade dell'UE, ma sono responsabili del 15% degli eccessi di velocità rilevati nell'Unione.

    -       La probabilità di commettere un'infrazione è quindi tre volte maggiore per un conducente non residente.

    -       Per paesi, come la Francia, con un transito e un turismo importanti gli eccessi di velocità imputabili ai non residenti possono attestarsi al 25% del totale delle infrazioni fino a raggiungere punte del 40-50% in alcuni periodi dell'anno.

    -       In questo contesto la misura avrà effetti particolarmente positivi per paesi quali Austria, Belgio, Lussemburgo, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Ungheria.

    -       Inoltre, la misura dovrebbe avere un forte effetto dissuasivo, inducendo i conducenti a rispettare il codice della strada del paese ospitante.

    La misura, il cui scopo è migliorare la sicurezza stradale, porrà anche fine all'impunità dei conducenti non residenti che crea nei residenti un senso di ingiustizia e finisce col rendere i controlli meno accettabili agli occhi dell'opinione pubblica. La misura garantisce in sostanza parità di trattamento per tutti i conducenti, che siano residenti o meno.

    11. Quali misure saranno adottate dalla Commissione e dagli Stati membri per garantire la protezione dei dati dei conducenti?

    Saranno applicate le norme relative alla protezione della privacy. La proposta di direttiva garantisce a tutti gli interessati il diritto di accesso, rettifica e cancellazione relativamente ai dati personali che li riguardano, registrati e scambiati nel sistema.

     

    Contesto

    Programma di azione della Commissione per la sicurezza stradale 2011-2020

    Nel luglio 2010 la Commissione europea ha adottato una serie di misure ambiziose per dimezzare la mortalità sulle strade europee nei prossimi dieci anni. Tra le iniziative proposte figurano la definizione di norme di sicurezza più rigorose per i veicoli, una migliore preparazione degli utenti della strada e l'applicazione più severa del codice della strada. Nel lanciare il programma d'azione, il vicepresidente della Commissione e responsabile per i trasporti, Sim Kallas, ha dichiarato: "Ogni giorno un centinaio di persone muore sulle strade dell'UE. La situazione è nettamente migliorata dal 2001 e siamo riusciti a salvare quasi 80 000 vite. Tuttavia, il numero di morti e di feriti sulle nostre strade resta inaccettabile. Andremo ora a esaminare le caratteristiche dei veicoli e delle infrastrutture stradali nonché il comportamento degli automobilisti, e tutto questo per dimezzare la mortalità sulle strade entro il 2020.".

    Il Programma di azione per la sicurezza stradale 2011-2020 propone un insieme di iniziative volte a migliorare i veicoli e le infrastrutture nonché a incoraggiare gli utenti della strada a comportarsi meglio. Gli obiettivi strategici sono sette: migliorare le misure di sicurezza per i mezzi pesanti e le autovetture; costruire strade più sicure; sviluppare veicoli intelligenti; migliorare il sistema di rilascio delle patenti di guida e la preparazione degli utenti della strada; intensificare i controlli sul rispetto della normativa; realizzare azioni mirate per ridurre la gravità delle lesioni da incidente stradale; prestare maggiore attenzione ai motociclisti.

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    Ultimo aggiornamento: 02/12/2010  |Inizio pagina