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Intervento del Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani al Senato della Repubblica italiana sulla Relazione Annuale della Corte dei Conti europei
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12/02/2009

 

Roma, 12 febbraio  2009

    Intervento del Vicepresidente della Commissione europea  Antonio Tajani al Senato della Repubblica italiana sulla Relazione Annuale della Corte dei Conti europei

     

     

     

     

    Signor Presidente del Senato, Signore, Signori,

     

    Permettetemi innanzitutto di rivolgere un caloroso saluto al giudice Vari.

    Come molti di Voi sapranno, dopo aver ricoperto le più alte cariche della magistratura italiana - tra cui la vicepresidenza della Corte Costituzionale – il giudice, da tre anni, è membro della Corte dei Conti europea. La scelta da parte dell'Italia di nominare Massimo Vari in questo ruolo riflette l'importanza che lo Stato italiano riconosce a questo organo di controllo europeo.

    Questo incontro mi offre l’occasione di rinnovarLe, pubblicamente, i miei sentimenti di stima e apprezzamento per l’eccellente lavoro che sta svolgendo in questo organismo dal ruolo tanto importante, quanto delicato, nell’architettura delle istituzioni europee. Un ruolo che, per sua natura, risulta cruciale in qualsiasi società democratica e responsabile.

    Compito principale della Corte – infatti - è controllare e assicurare che i fondi Ue vengano spesi regolarmente, ovvero certificarne la legittima e corretta destinazione. L’obiettivo è garantire che i contribuenti traggano massimo beneficio da quella quota del prelievo fiscale che sostiene i fabbisogni di spesa dell’Unione europea.

    In altri termini la Corte dei Conti europea è “arbitro” della legittimità e della regolarità delle entrate e delle spese comunitarie.

    Le attività della Corte costituiscono un forte incentivo e non soltanto un deterrente ad operare sempre meglio, secondo requisiti di efficienza e trasparenza, evitando sprechi e gestioni improduttive.

    La Corte  contribuisce a questo obiettivo anche esprimendo pareri sulle proposte di legislazione finanziaria in ambito comunitario e, inoltre, sull’operato dell’UE in materia di lotta antifrode. Negli ultimi 30 anni la progressiva estensione dei poteri di bilancio del Parlamento europeo, di pari passo con la crescita del ruolo dell’Unione europea, ha richiesto un adeguato e simmetrico rafforzamento dell’attività di controllo della spesa.

    La sintesi più felice di poteri e attribuzioni spettanti al massimo organo di auditing dell’Ue la diede Hans Kutscher, l’allora presidente della Corte dei Conti europea. “La creazione di questo organismo è stata la risposta al bisogno della Comunità Europea di darsi una coscienza finanziaria, disse Kutscher, commentando la nascita della Corte avvenuta nel 1975.

    In questo senso - caro giudice Vari - voi siete i guardiani indipendenti degli interessi finanziari dei cittadini europei. Ecco, dunque, che una stretta cooperazione tra la Corte dei Conti europea e la Commissione sarà sempre più utile e decisiva.

    E lo è ancora di più alla luce dell’attuale congiuntura che ci chiama, tutti, proprio tutti – governi centrali nazionali, istituzioni europee, imprese, banche, lavoratori e contribuenti – alla sfida di arginare la crisi e ridare fiducia al sistema economico con risorse spesso ridimensionate e, in ogni caso, con l’imperativo di non sbagliare le scelte di bilancio.

    La necessità di stimolare la domanda anche con i programmi europei è ancora più sentita in questo periodo di crisi economica. La cooperazione con la Corte dei Conti, le sue raccomandazioni sulle modalità da seguire per migliorare i controlli sulle spese, sono un contributo prezioso, essenziale, per un utilizzo sempre più efficiente delle risorse comunitarie.

    E' fondamentale in questo momento non solo mantenere, ma anche potenziare l'impegno finanziario a sostegno delle economie e in particolare nel settore delle infrastrutture di interesse europeo.

    Stimolare la domanda con un programma europeo di infrastrutture ambizioso, come quello della Rete transeuropea di trasporti di cui sono responsabile in questo momento alla Commissione europea, è una delle risposte più efficaci alla crisi. In questo la Comunità Europea affianca gli Stati nei loro sforzi. Il Piano Europeo di rilancio economico prevede un aumento dell'impegno finanziario comunitario attraverso un ruolo accresciuto della Banca Europea per gli investimenti; la costituzione di un fondo di investimento in azioni per progetti in materia di infrastrutture, energia e cambiamento climatico; una maggiore partecipazione del settore privato al finanziamento dei progetti e lo stanziamento di 500 milioni di Euro nel settore dei trasporti, per i progetti di interesse comunitario, da allocare nel 2009 a progetti che siano in grado di avviare i lavori prima della fine di quest'anno.

    Ma  un impegno finanziario più importante da parte dell'Europa richiede  anche garanzie di maggiore responsabilità nell'utilizzo di queste risorse ed è anche  attraverso l'assistenza della Corte dei Conti che questi investimenti potranno avere il massimo impatto contribuendo cosi' ad aumentare la fiducia degli operatori e delle istituzioni finanziarie e a rilanciare l'economia.

    La Commissione ne è consapevole e nel febbraio 2008, ossia già un anno fa,  ha presentato un “Piano d'azione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali”.

    In questo contesto la Commissione ha dato priorità assoluta all'esercizio delle proprie responsabilità in materia di esecuzione del bilancio, secondo quanto previsto dall'articolo 274 del trattato CE.

    Le azioni strutturali rappresentano una delle politiche chiave dell'Unione. Simbolizzano il ruolo centrale ricoperto dalla solidarietà nell’ambito dei valori dell'Unione; favoriscono lo sviluppo economico e la coesione sociale; stimolando la prosperità globale dell'Unione.

    Il nuovo periodo di programmazione, che va' dal 2007 al 2013, dimostra che le azioni strutturali possono essere adattate alle nuove esigenze della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. È dunque fondamentale che le risorse dedicate alle azioni strutturali vengano utilizzate il più efficacemente possibile, nel rigoroso rispetto dei principi di corretta gestione finanziaria.

    Gli Stati membri sono tenuti a mettere in atto un sistema di controllo interno efficace ed efficiente, conformemente alle disposizioni della regolamentazione finanziaria. La legislazione settoriale dispone inoltre che è responsabilità agli Stati membri “prevenire, individuare e correggere le irregolarità”, nonché “fissare requisiti dettagliati per i sistemi di gestione e di controllo”.

    In questo senso le responsabilità in materia di bilancio della Commissione non sono circoscritte alle sole spese effettuate sotto la propria diretta autorità. Infatti, la Commissione deve anche verificare se gli Stati membri svolgano correttamente i compiti che gli sono stati delegati. Qualora ritenga che ciò non avviene, si ricorre ai meccanismi a disposizione per sospendere i pagamenti e applicare rettifiche finanziarie.

    Nella propria relazione annuale, sempre per l’esercizio 2006, la Corte dei conti europea aveva riscontrato un “elevato livello di errori nelle spese dichiarate dagli Stati membri e rimborsate dalla Commissione”. Inoltre che i sistemi di gestione e di controllo degli Stati membri sono “inefficaci o moderatamente efficaci”. E che i sistemi adottati dalla Commissione per attenuare tali carenze si sono rivelati “moderatamente efficaci”.

    Dalle conclusioni della Corte emergeva, comunque, che tali misure non hanno ancora sortito un impatto misurabile sull’affidabilità della certificazione delle spese nei confronti della Commissione da parte degli Stati membri. La Corte continuava infatti a riscontrare elevati margini di errore nelle spese a livello dei progetti nonché carenze sistemiche, segnatamente a livello dei controlli primari svolti dagli Stati membri.

    Ad alcuni degli errori accertati dalla Corte è possibile rimediare attraverso recuperi e altre misure adottate “a valle”, nel corso dell'attuazione del programma o del progetto, o in occasione della sua chiusura. Queste azioni di recupero sono molto importanti perché sostengono la credibilità degli interventi comunitari, ma è importante soprattutto aumentare i controlli "a monte" in modo da evitare di perdere queste risorse finanziarie particolarmente importanti in un periodo di crisi.

    La Commissione sta rafforzando le proprie azioni volte a garantire l'affidabilità delle informazioni degli Stati membri riguardo alle rettifiche finanziarie ed ai recuperi. Essa è pronta a ricorrere non solo alla sospensione dei pagamenti, ma anche ad altri meccanismi, quali ad esempio la procedura d'infrazione.

    Sono queste soluzioni estreme alle quali a volte la Commissione è purtroppo costretta a ricorrere, ma che non arrecano beneficio alcuno: né agli Stati membri che non abbiano saputo dimostrare un efficace controllo della spesa; né alla Commissione che non è riuscita a impiegare le risorse finanziarie che le sono state assegnate, né ai cittadini europei che non ne ricevono alcun beneficio.

    Il ricorso ai recuperi pertanto va evitato aumentando  l'importanza dei controlli "ex-ante" negli Stati membri. Per tale motivo la Commissione collabora con gli Stati membri  per migliorare i controlli primari a livello nazionale. Infatti gli elevati tassi di errore accertati dalla Corte per i pagamenti intermedi sono inaccettabili.

    Ad esempio, come per gli esercizi precedenti, le politiche di coesione (42 miliardi di euro) risultano il settore più inficiato da errori. In base alla stima elaborata dalla Corte per campione , almeno l'11% in valore delle dichiarazioni di spesa non avrebbe dovuto essere rimborsato. Anche nel settore “Agricoltura e risorse naturali” (51 miliardi di euro), il tasso di errore globale stimato resta rilevante.

    E' su questi settori in particolare che va rafforzata l'attività di controllo da parte degli Stati membri per evitare di dover poi ricorrere a recuperi.

    La Commissione ha inoltre adottato misure volte ad applicare gli insegnamenti tratti dalla gestione finanziaria delle azioni strutturali precedenti al periodo di programmazione 2007-2013. A questo proposito possiamo ricordare il rafforzamento dei dispositivi di controllo e audit nel quadro della nuova legislazione, i considerevoli sforzi profusi per fornire orientamenti alle autorità nazionali, nonché le misure adottate per confermare che la messa in opera dei sistemi relativi ai nuovi programmi è pienamente conforme ai requisiti in materia di controllo interno. Ciò consentirà di usufruire di una base più affidabile per accertarsi dell'efficacia dei sistemi nazionali.

    Parallelamente alla messa in atto di questi nuovi dispositivi, la Commissione è determinata a portare avanti i propri sforzi volti a garantire la legalità e regolarità dei pagamenti ancora dovuti prima della chiusura, nel 2010, dei programmi 2000-2006. Il processo relativo alla chiusura dei programmi deve fornire infatti una garanzia di legalità e regolarità delle spese relativamente all'intero periodo.

    Il piano d'azione mira a fungere da complemento all'attività di audit di elevato livello attualmente svolta nel quadro della strategia comune per le azioni strutturali.

    La Commissione, in altri termini, si è impegnata per una supervisione più rigorosa, con meccanismi di rettifica più efficienti e migliori informazioni e confida in un deciso passo avanti negli sforzi congiunti per contenere il rischio di reiterazione in alcuni Stati membri.

    La situazione è comunque in netto miglioramento: per la prima volta dall’introduzione delle norme della contabilità per competenza, la Corte ha  espresso – lo scorso novembre - un giudizio positivo (senza riserve) sui conti consolidati delle Comunità europee. Per l’esercizio 2007 la Corte ha espresso “giudizio favorevole sulla legittimità e regolarità in determinati settori, come l’amministrazione dell’Unione”.

    E in particolare per quanto riguarda un'area di mia competenza, che mi sta particolarmente a cuore, desidero infine ringraziare la Corte dei Conti sia  per l'analisi effettuata sulla gestione del programma Galileo, sia  per le raccomandazioni costruttive espresse per il suo futuro. Le osservazioni della Corte ci stanno aiutando a migliorare la gestione di queste attività complesse e a fornire ai cittadini d'Europa la garanzia che le risorse finanziarie ad esse destinate siano impiegate nel migliore dei modi.

     

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    • Vedi anche:

       

      Sito del Vicepresidente Antonio Tajani, responsabile per la Politica dei Trasporti

    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina