|
La commissaria Máire Geoghegan-Quinn ha dichiarato: "investire nella
ricerca e nell'innovazione è l'unico modo intelligente e durevole per uscire
dalla crisi e dirigersi verso una crescita sostenibile e socialmente equa.
Questo pacchetto europeo contribuirà a creare prodotti e servizi nuovi e
migliori, un'Europa più concorrenziale e più verde, nonché una società
migliore, con una qualità della vita più elevata. Mettiamo a disposizione di
ricercatori e innovatori 6,4 miliardi di euro destinati a progetti di punta per
affrontare le grandi sfide economiche e sociali: il cambiamento climatico, la
sicurezza energetica e alimentare, la sanità e l'invecchiamento della
popolazione. Si tratta di uno stimolo economico enorme ed efficiente, nonché di
un investimento nel nostro futuro".
La dotazione più cospicua
Sarà possibile presentare domanda di finanziamento nell'ambito del Settimo
programma quadro per un ampio spettro di aree politiche. A titolo di esempio,
gli stanziamenti per la sanità ammontano a oltre 600 milioni di euro. 1,2
miliardi di euro sono destinati ad approfondire la ricerca TIC (tecnologie
dell'informazione e della comunicazione) che consentiranno alla Commissione di
rispettare gli impegni dell'Agenda digitale europea per mantenere il ritmo di
crescita annuale dei finanziamenti in ambito TIC.
Oltre 1,3 miliardi di euro sono destinati agli scienziati più creativi
selezionati dal Consiglio europeo della ricerca. Le borse per la mobilità di
7 000 ricercatori altamente qualificati saranno erogate dalle Azioni Marie
Curie per un importo pari a 772 milioni di euro.
800 milioni di euro per le PMI
Le PMI ricevono un'attenzione prioritaria, poiché costituiscono la spina
dorsale dell'innovazione europea e rappresentano il 99% delle imprese
dell'Unione. Esse riceveranno quasi 800 milioni di euro e, per la prima volta,
in molte aree si provvederà a stanziare specifiche dotazioni. A titolo di
esempio, nei settori della sanità, della bioeconomia basata sulla conoscenza,
dell'ambiente e delle nanotecnologie la partecipazione delle PMI dovrà
rappresentare il 35% dello stanziamento complessivo per un determinato numero
di ambiti.
Prodotti e servizi nuovi
Convertire la ricerca in tecnologie, prodotti e servizi nuovi è l'essenza
stessa del pacchetto.
Nella sola ricerca medica, circa 206 milioni di euro, ossia un terzo della
dotazione complessiva per il 2011, saranno destinati a test clinici sollecitati
dai ricercatori, al fine di commercializzare più velocemente nuovi
medicinali.
Nel settore delle nanotecnologie, che riceve 270 milioni di euro,
l'attenzione sarà concentrata sulla ricerca suscettibile di produrre brevetti e
opportunità di commercializzazione.
I circa 600 milioni di euro del finanziamento per le TIC sono destinati alle
infrastrutture di rete e di servizio di nuova generazione, ai sistemi
automatizzati, ai componenti elettronici e fotonici, nonché alle tecnologie per
il contenuto digitale. Oltre 400 milioni di euro sosterranno la ricerca sulle
modalità con le quali le TIC possono rilevare sfide, quali l'economia a basso
tenore di carbonio, una società che invecchia, nonché impianti adattabili e
sostenibili. Ulteriori 90 milioni di euro sono destinati nel 2011 al
partenariato pubblico privato per l'internet del futuro per rendere
intelligenti le infrastrutture europee fondamentali.
Nuovo accesso pilota libero ai risultati della ricerca ambientale
I progetti nell'ambito della ricerca ambientale riceveranno circa 205
milioni di euro. La Commissione introduce quest'anno le modalità per accelerare
la condivisione dei risultati della ricerca sull'ambiente: i beneficiari delle
sovvenzioni UE si impegnano a rendere liberamente accessibili le pubblicazioni
derivate dalla loro ricerca, al termine di un determinato periodo di
riservatezza.
Contesto
La dotazione per gli inviti a presentare proposte del Settimo programma
quadro nel 2011 è pari a 6,4 miliardi di euro, corrispondenti a un incremento
del 12% rispetto al 2010 (5,7 miliardi di euro) e del 30% rispetto al 2009 (4,9
miliardi di euro).
Il Settimo programma quadro è il più importante programma unico per la
ricerca a livello mondiale, con una dotazione di oltre 50,5 miliardi di euro
per il periodo 2007-2013, con l'eccezione di Euratom.
Con l'adozione della strategia Europa 2020, i leader politici europei hanno
inserito la ricerca e l'innovazione fra le priorità dell'agenda politica
europea, facendone la chiave di volta degli investimenti in crescita
sostenibile e occupazione.
Gli inviti a presentare proposte annunciati oggi rientreranno
nell'iniziativa faro "Unione dell'innovazione", che la commissaria
Geoghegan-Quinn varerà nell'autunno del 2010. L'iniziativa è di fondamentale
importanza per la strategia Europa 2020 e mira a favorire l'intera catena
dell'innovazione dalla ricerca al banco, alleando una scienza di punta con
l'economia dell'innovazione, la cosiddetta "i-conomia", rimuovendo le
strozzature che ostacolano un mercato unico per l'innovazione e che impediscono
all'Europa di competere a livello degli Stati Uniti e di altri paesi.
Introdurrà altresì la nozione di "partenariati per l'innovazione"
mirati a far incontrare i principali attori dei settori chiave e a conseguire
il giusto equilibrio fra collaborazione e concorrenza.
|