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In considerazione dell'invecchiamento della popolazione, queste cifre rischiano di aumentare considerevolmente, a meno che non siano adottate misure preventive per ridurre il numero delle vittime.
L'Unione europea ha assunto impegni comuni per garantire un adeguato screening del cancro al seno, del cancro del collo dell'utero e del cancro colorettale, come indica la raccomandazione del Consiglio del 2 dicembre 2003 sullo screening dei tumori (2003/878/CE). Nella prima relazione sull'attuazione di questa raccomandazione, la Commissione comunica che benché siano stati realizzati molti progressi in materia di screening, gli Stati membri non hanno pienamente attuato le misure previste al riguardo. Infatti, i paesi dell'Unione europea effettuano ogni anno meno della metà del numero minimo di esami raccomandato. Attraverso una chiara descrizione della situazione e delle carenze constatate, la relazione contribuisce a rinnovare l'impegno di fare dello screening del cancro al seno, del cancro del collo dell'utero e del cancro colorettale una misura fondamentale e un investimento ai fini di ridurre l'influenza del cancro nell'Unione europea.
La Commissaria europea alla salute, Androulla Vassiliou, spiega: "In questi tempi d'incertezza finanziaria, dobbiamo più che mai misurare l'importanza di salvaguardare la nostra salute futura. Gli investimenti nei programmi di screening dei tumori si ripagheranno nel lungo termine, giacché la prevenzione costituisce il modo più efficace e meno oneroso di ridurre al minimo le conseguenze del cancro in Europa."
Le conclusioni della relazione
Nonostante i molti progressi realizzati in materia di screening dei tumori, si deve fare di più:
- per il cancro al seno, solo 22 Stati membri applicano o introducono programmi di screening di popolazione;
- per il cancro del collo dell'utero, solo 15 Stati membri applicano o introducono programmi di screening di popolazione;
- per il cancro colorettale, solo 12 Stati membri applicano o introducono programmi di screening di popolazione.
Il numero totale di test effettuati attualmente nell'UE nell'ambito dello screening è considerevole ma costituisce meno della metà del numero minimo di esami che dovrebbero aver luogo se i test di screening dei tumori specificati nella raccomandazione del Consiglio fossero disponibili per tutti i cittadini europei che si trovano nella fascia di età interessata (circa 125 milioni di test all'anno).
Inoltre, meno della metà degli attuali esami (41%) è effettuato nell'ambito di programmi a livello della popolazione che forniscono il quadro organizzativo per una garanzia di qualità totale come richiesto dalla raccomandazione del Consiglio
Come aumentare il volume di screening nell'Unione europea?
- Gli Stati membri dovrebbero continuare a migliorare o condurre programmi di screening di popolazione del cancro, sostenuti nei loro sforzi da una cooperazione con gli altri Stati membri e con gli esperti e gli organismi professionali, organizzativi e scientifici.
- Ulteriori progressi devono essere realizzati per migliorare le indagini e mantenere condizioni eccellenti al riguardo, al fine di garantire la qualità, l'efficacia e l'efficienza economica degli investimenti fatti a livello nazionale e a livello europeo.
- Attraverso la chiara sintesi della situazione, la relazione incoraggia gli Stati membri a rinnovare gli sforzi per assolvere agli impegni contemplati dalla raccomandazione.
Quali altre iniziative la Commissione prenderà nella lotta contro il cancro?
La Commissione intende creare nel 2009 un partenariato europeo per la lotta contro il cancro che riunisca partecipanti competenti in tutta l'Unione europea per riflettere collettivamente sul problema del cancro. Il partenariato sosterrà gli Stati membri nei loro sforzi per combattere più efficacemente questa malattia. Fra i settori chiave ai quali saranno rivolte le future azioni contro il cancro, si prenderà in considerazione:
- le informazioni in materia di salute, la raccolta e l'analisi di dati analoghi;
- la prevenzione primaria;
- la determinazione e la promozione delle buone pratiche in materia di cure sanitarie relative al cancro;
- le priorità per la ricerca contro il cancro.
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