|
Nella conferenza stampa di presentazione della nuova iniziativa, il
commissario europeo responsabile per la salute e i consumatori John Dalli ha
ricordato: "Nello scorso marzo la Commissione ha promesso di presentare
entro la fine dell'estate una proposta globale sulla nostra futura politica nei
confronti delle coltivazioni di OGM. Oggi manteniamo tale promessa."
Secondo il commissario Dalli, "Le misure concrete adottate oggi
permettono agli Stati membri di decidere liberamente per quanto riguarda la
coltivazione degli OGM. L'esperienza acquisita fino ad oggi riguardo agli OGM
dimostra che gli Stati membri devono poter disporre di maggiore flessibilità
per organizzare la coesistenza di colture di OGM con altre colture, come quelle
convenzionali e organiche."
Il commissario John Dalli ha voluto tuttavia sottolineare che il sistema
europeo di autorizzazione della coltivazione, basato sui dati certi forniti
dalla scienza rimarrà in forza. "Ciò significa", ha concluso,
"che una valutazione molto approfondita della sicurezza e un sistema di
monitoraggio rafforzato costituiscono le priorità per la coltivazione di OGM e
sono quindi portati avanti con impegno. La Commissione si impegna ad adottare
gli opportuni provvedimenti di controllo a tale riguardo prima della fine
dell'anno."
In realtà l'UE si era già dotata in passato di legislazione in questo
settore. Essa prevede esplicitamente che solo OGM che non nascondono rischi per
la salute umana o animale o per l'ambiente possono essere coltivati sul suo
territorio. Inoltre, la normativa dell'UE sancisce che i singoli Stati membri
possano invocare la cosiddetta clausola di salvaguardia nei confronti di
organismi autorizzati a livello europeo solamente per un periodo limitato e
sulla base dell'identificazione di gravi rischi per la salute o per l'ambiente.
In tempi più recenti, gli Stati membri hanno chiesto di poter giudicare
sull'opportunità prendendo in considerazione anche criteri diversi dalla salute
o dall'ambiente. In più, si è reso necessario rivedere la Raccomandazione del
2003 sulla coesistenza di OGM con sementi convenzionali e/o biologici. Il nuovo
testo riflette appunto l'esperienza accumulata negli anni con le misure
nazionali in questo campo e aiuterà a rendere l'applicazione del principio più
flessibile, permettendo di tener conto delle specificità nazionali, regionali e
locali. Essa permetterà inoltre di riportare sulle etichette dei prodotti anche
livelli più bassi di presenza GMO non-intenzionale rispetto alla soglia attuale
dello 0,9 %.
|