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Al fine di scongiurare possibili minacce per la sicurezza della catena alimentare europea, oggi l'Unione europea ha deciso di rafforzare i controlli sulle importazioni di prodotti alimentari e mangimi da una serie di regioni del Giappone interessate dall'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Gli Stati membri, nel corso di una riunione del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali (CPCA), hanno infatti approvato la proposta della Commissione, mirante a sottoporre tali importazioni a speciali condizioni. Le misure previste si applicano a tutti i mangimi e prodotti alimentari provenienti o spediti da 12 prefetture del Giappone (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Tochigi, Miyagi, Yamagata, Niigata, Nagano, Yamanashi, Saitama, Tokyo e Chiba), comprese le quattro maggiormente interessate dall'incidente. Tutti i prodotti provenienti da tali prefetture dovranno essere analizzati prima di lasciare il Giappone e saranno soggetti a controlli a campione nell'UE. I prodotti provenienti dalle altre 35 prefetture giapponesi dovranno invece essere accompagnati da una dichiarazione certificante la prefettura di origine. Anche essi saranno comunque soggetti a controlli casuali nell'UE. L'Unione rivedrà tali misure su base mensile.
In particolare, il regolamento oggi adottato prevede che ciascuna partita di mangimi e prodotti alimentari provenienti o spediti dalle 12 prefetture debba essere accompagnata da una dichiarazione nella quale le autorità giapponesi certificano che il prodotto non contiene concentrazioni di radionuclidi superiori ai livelli massimi ammissibili nell'UE. I radionuclidi sono elementi radioattivi; nel regolamento della Commissione vi sono riferimenti specifici allo iodio e al cesio.
Inoltre gli importatori devono notificare alle autorità nazionali competenti ciascuna consegna proveniente dal Giappone due giorni prima dell'arrivo. Mangimi e prodotti alimentari raccolti e trasformati prima dell'11 marzo non sono soggetti alle disposizioni di questo regolamento. Tuttavia tutti i prodotti alimentari giapponesi devono essere accompagnati da una dichiarazione la quale certifichi con chiarezza che i prodotti sono stati raccolti e trasformati prima dell'11 marzo.
Per quanto riguarda i mangimi e i prodotti alimentari raccolti e trasformati dopo l'11 marzo, le misure prevedono che:
- Al momento dell'arrivo nell'UE, le autorità competenti dei posti d'ispezione frontalieri o il punto di entrata designato per la fornitura svolgano controlli dei documenti e dell'identità su tutte le partite di prodotti alimentari o mangimi provenienti dal Giappone;
- Controlli materiali, comprese analisi di laboratorio, vengano effettuati almeno sul 10% delle partite di prodotti alimentari o mangimi provenienti dalle 12 prefetture di cui sopra. Inoltre verranno svolti controlli materiali su almeno il 20% delle partite provenienti dalle altre 35 prefetture;
- In attesa dei risultati delle analisi, i prodotti vengano tenuti sotto controllo ufficiale per un massimo di cinque giorni lavorativi. Essi verranno rilasciati solo quando l'importatore presenterà alle autorità doganali i risultati favorevoli dei controlli ufficiali di cui sopra;
- I prodotti per i quali venga accertato il superamento dei livelli massimi ammissibili non siano commercializzati, e vengano smaltiti in modo sicuro o rispediti in Giappone.
La proposta della Commissione, che oggi ha ricevuto il via libera del CPCA, verrà formalmente adottata domani. Il regolamento di attuazione che ne deriverà entrerà in vigore un giorno dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, prevista per sabato 26 marzo.
Il quadro
Anche se attualmente nessun dato indica l'eventualità di rischi per i consumatori UE a causa del livello aumentato di radiazioni nei prodotti alimentari provenienti dal Giappone, la Commissione ha deciso di rafforzare le proprie misure per limitare qualsiasi rischio per la propria catena alimentare e garantire una migliore tutela per la salute dei cittadini UE.
La Commissione ha seguito attentamente gli sviluppi in Giappone. Il 15 marzo essa ha invitato gli Stati membri, attraverso la procedura di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi, di rafforzare i controlli sulle partite di prodotti alimentari provenienti dal Giappone.
I rischi di sicurezza alimentare per i cittadini UE a causa della crisi nucleare giapponese sono comunque bassi per una serie di motivi, tra cui i seguenti:
- Il Giappone è autorizzato ad esportare verso l'UE solo quattro prodotti di origine animale, ovvero: prodotti ittici; molluschi bivalvi; involucri di origine animale; alimenti per animali domestici.
- Possono essere esportati verso l'UE anche ortaggi, legumi e frutta, ma le esportazioni di tali prodotti dal Giappone sono estremamente ridotte.
- In base alle più recenti informazioni, le autorità giapponesi hanno preso le misure necessarie per assicurare che i prodotti alimentari (nonché l'acqua potabile) per i quali le analisi abbiano accertato livelli di radioattività superiori ai livelli da rispettare non vengano venduti ai cittadini giapponesi né esportati.
- Le importazioni di prodotti agricoli (prodotti di origine animale, prodotti ittici e prodotti vegetali) dal Giappone sono relativamente ridotte.
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