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Molte di queste morti potrebbero essere evitate se la malattia fosse diagnosticata nei primi stadi. Un trattamento tempestivo ha infatti maggiori probabilità di successo e minori effetti collaterali. Per questo la Commissione, in collaborazione l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha pubblicato le linee guida sullo screening e sulla diagnosi dei tumori colorettali, nelle quali si elencano le migliori pratiche in materia e si definiscono gli standard per una diagnosi efficace. Si prevede che tali linee guida, se applicate correttamente dagli Stati membri, ridurranno del 15% la mortalità per cancro colorettale.
Le linee guida esortano infatti gli Stati membri a svolgere controlli sistematici sul settore della popolazione maggiormente a rischio (le persone tra i 50 e i 74 anni di età) e ad migliorare la qualità dei test e dei trattamenti. La piena applicazione delle linee guida richiede una preparazione attenta e una molteplicità di iniziative, che vanno dalla sensibilizzazione sul cancro allo scambio di conoscenze tra esperti dei diversi Stati membri.
La Commissione invita dunque gli Stati membri a intraprendere una pianificazione che tenga conto delle linee guida e le adatti alle diverse situazioni nazionali. Al termine di questa fase potrà essere lanciata un'iniziativa pilota di monitoraggio, durante la quale si valuterà l'efficacia del programma. Una volta messo a punto il programma e verificatane l'efficacia si potrà quindi estendere il monitoraggio a tutto il territorio nazionale.
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