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“Il nostro obiettivo è permettere ai consumatori di comprare i prodotti di migliore qualità al prezzo più basso, indifferentemente da dove nel mercato interno questi beni o servizi siano disponibili, e rendere più agevole per i commercianti la vendita di prodotti o servizi ovunque ce ne sia domanda all’interno del mercato interno”, ha detto la commissaria Kuneva. “Il potenziale per un’ulteriore integrazione in questo campo è considerevole, quindi è evidentemente una priorità assicurare che ostacoli di carattere legale e logistico non frenino lo sviluppo del mercato transfrontaliero, assicurando costantemente un alto livello di protezione per i consumatori”.
Coloro che effettuano acquisti “oltre confine” sono solitamente persone giovani e ben istruite, che hanno un lavoro di un certo livello e un collegamento Internet a casa. Non è ancora sufficientemente coinvolta in questo tipo di mercato la più ampia classe “media” di consumatori. Lo stesso sembra valere per le aziende: quelle più grandi sono sempre più interessate al potenziale delle vendite transfrontaliere, ma molte altre imprese non ne percepiscono ancora l’importanza.
La fiducia dei consumatori nei confronti degli acquisti di prodotti o servizi transfrontalieri in altri Paesi europei è aumentata: la percentuale dei consumatori che ritengono di potersi fidare degli acquisti on line da altri Paesi europei è del 40%, ossia l’8% in più rispetto al 2006.
La spesa media di chi compie acquisti in altri Paesi dell’Unione è di 797 euro l’anno
Molte imprese dichiarano che l’armonizzazione delle regole nell’UE rafforzerebbe l’interesse per il commercio oltre confine. Attualmente il 75% dichiara di non vendere a consumatori in altri Stati europei, ma solo il 41% sarebbe disinteressato se le regole fossero armonizzate. Nel 2006 il 67% dei commercianti hanno venduto solo a clienti nazionali.
Il livello di pubblicità realizzata oltre confine è ancora relativamente limitato (solo il 21% dei commercianti pubblicizza i propri prodotti o servizi in altri Paesi europei) e la maggior parte dei consumatori (il 55%) non ne è venuta a conoscenza. I consumatori che ne sono venuti a conoscenza (il 39%) sono persone che avrebbero comunque fatto acquisti oltre confine.
I rapporti pubblicati oggi riportano i risultati di due indagini Eurobarometro sulle abitudini di imprese e consumatori per quanto riguarda il commercio transfrontaliero. I dati sono stati raccolti, tra febbraio e marzo 2008, tra più di 26.000 consumatori e 7.200 imprese nei 27 Stati membri e in Norvegia.
I risultati di queste due indagini sono particolarmente rilevanti alla luce della direttiva europea sui diritti dei consumatori proposta quest’oggi, la quale semplificherà e razionalizzerà l’attuale quadro normativo europeo.
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