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La Commissione adotta una strategia per lottare contro l'AIDS
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26/10/2009

Oggi la Commissione europea ha rilanciato la lotta contro l’HIV/AIDS nell’Unione europea e nei Paesi confinanti con l’UE adottando un’apposita strategia per il periodo 2009-2013. Tra il 2001 ed il 2007 il numero delle persone colpite dall’HIV/AIDS nell’UE e nei Paesi limitrofi è passato da 1,5 a 2,2 milioni. Circa 730 000 di queste persone risiedono nell’UE. I 50 000 nuovi casi di sieropositività diagnosticati nell’UE e nei Paesi limitrofi nel solo 2007 dimostrano che non bisogna abbassare la guardia. La strategia adottata dalla Commissione si concentra su tre settori chiave: la prevenzione e i test, i gruppi maggiormente a rischio e le regioni prioritarie. Essa è accompagnata da un piano d’azione che illustra provvedimenti concreti, individua i destinatari e indica strumenti di valutazione per misurare i progressi ottenuti.

    La Commissione adotta una strategia per lottare contro l'AIDS

    La commissaria europea per la salute Androulla Vassiliou ha dichiarato: “La nostra azione politica contro l’HIV/AIDS deve andare avanti. Dobbiamo incoraggiare tutti i cittadini a essere responsabili nei confronti di sé stessi e dei loro partner, cioè a praticare il sesso sicuro e a sottoporsi al test dell’HIV. A ciò deve però accompagnarsi il rispetto e la non discriminazione nei confronti delle persone colpite dall’HIV/AIDS.”

    Obiettivi

    Gli obiettivi globali della strategia sono i seguenti: i) ridurre il numero di nuovi casi di HIV in tutti i Paesi europei entro il 2013; ii) migliorare l’accesso alla prevenzione, alle cure e all’assistenza; iii) migliorare la qualità della vita delle persone colpite dall’HIV/AIDS e delle persone maggiormente vulnerabili a tale malattia nell’UE e nei Paesi limitrofi.

    La strategia invita gli attori chiave, incluse le autorità nazionali e le organizzazioni non governative:

    -                 a migliorare l’informazione della popolazione, e in particolare dei giovani;

    -                 a dedicare particolare attenzione agli immigrati provenienti da Paesi con un tasso elevato di HIV per sensibilizzarli su come prevenire l’infezione, sulla necessità di sottoporsi al test e sulle terapie disponibili;

    -                 a migliorare le politiche concentrandosi sulle popolazioni più esposte, mettendo l’accento sui diritti umani e lottando contro la discriminazione e i pregiudizi associati all’HIV/AIDS.

     

     

     

     

    Regioni prioritarie

    Le infezioni da HIV sono particolarmente numerose nei Paesi limitrofi dell’Unione. Lo scambio tra Paesi di buone pratiche in materia di prevenzione, test, cure e assistenza è dunque importante. La cooperazione ed il trasferimento di know-how attraverso gli scambi di medici, infermieri ed esperti sanitari nonché attraverso la condivisione di dati affidabili aiuteranno i Paesi limitrofi a migliorare la prevenzione, ad applicare test e terapie moderni nonché a potenziare la sorveglianza. Questi sforzi congiunti ridurranno il numero delle nuove infezioni e miglioreranno la vita delle persone colpite dall’HIV/AIDS dimostrando altresì il valore della cooperazione tra Paesi vicini.

    Gruppi prioritari: le popolazioni più esposte

    Come ricorda la strategia, i risultati migliori nella lotta contro l’epidemia si ottengono affrontando efficacemente la situazione delle popolazioni più esposte. I gruppi maggiormente a rischio in Europa sono gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (circa il 40% di tutte le nuove infezioni registrate nell’UE), gli immigrati provenienti da regioni con un tasso elevato di HIV e i consumatori di droghe per via endovenosa (il 70% del totale delle nuove infezioni nei Paesi limitrofi dell’UE). Per arginare l’epidemia in Europa sono essenziali politiche appositamente concepite per questi gruppi.

    L’individuazione precoce ed un accesso rapido alle terapie permettono di salvare vite

    Il numero di persone che ignorano di essere sieropositive è particolarmente preoccupante: nell’UE quasi il 30% dei sieropositivi non sanno di esserlo e, in molti Paesi limitrofi, questa proporzione raggiunge il 70%. Questo è un grave problema in quanto una diagnosi tardiva comporta di solito una riduzione della speranza e della qualità di vita nonché un maggiore rischio di trasmissione del virus ai partner.

    Contesto

    La Commissione europea partecipa alla lotta contro l’AIDS al livello europeo ed internazionale. La prima strategia di lotta contro l’HIV/AIDS nell’UE e nei Paesi limitrofi è stata adottata nel 2005. Questa strategia, che viene aggiornata dal documento pubblicato oggi, ha contribuito a rafforzare l’impegno politico, a coinvolgere la società civile a livello europeo, a centralizzare la sorveglianza sull’HIV/AIDS attraverso il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ad agevolare l’accesso ai medicinali antiretrovirali, a finanziare progetti e programmi di prevenzione, a sostenere gli investimenti nella ricerca e a rafforzare la cooperazione.

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    Ultimo aggiornamento: 30/10/2010  |Inizio pagina