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Nel presentare le proposte Catherine Ashton ha dichiarato: “Il trattato di
Lisbona offre l’opportunità di sviluppare una politica moderna per il 21°
secolo, una politica che vada oltre la tradizionale diplomazia. Il SEAE che
voglio è un servizio che abbia tutti gli strumenti per elaborare una risposta
distintamente europea ai problemi da affrontare, un servizio che rappresenti il
meglio che l’Europa possa offrire. Possiamo far valere i nostri interessi
soltanto coordinando tutti i diversi elementi della nostra azione esterna.”
Le proposte costituiranno la base di ulteriori discussioni con gli Stati
membri in vista di una loro approvazione nei termini più brevi possibile. La
presentazione di queste proposte fa seguito all’adozione da parte della
Commissione della proposta di revisione del regolamento finanziario e alla
prima fase della revisione dello statuto del personale. A questo punto, sono
sul tavolo tutti gli elementi che consentiranno la creazione del SEAE.
La Commissione ha autorizzato il vice presidente MarošŠefčovič ad avviare le
consultazioni con i rappresentanti del personale sulla base del progetto di
proposta. La Commissione adotterà la sua proposta ufficiale tenendo conto degli
esiti di tali consultazioni, che avverranno presso tutte le istituzioni
dell'UE. L'adozione del testo definitivo del regolamento di modifica dello
Statuto e del Regime del personale spetterà al Parlamento europeo e al
Consiglio.
Le modifiche allo Statuto e al regime applicabile al personale sono intese a
creare le condizioni necessarie per il coretto funzionamento del Servizio
europeo per l'azione esterna; consentiranno al personale dei servizi
diplomatici nazionali, del Consiglio e della Commissione di lavorare assieme
nel nuovo servizio su base paritaria.
Grazie al sostegno del commissario per la programmazione ed il bilancio
finanziari, Janusz Lewandowski, l'EEAS sarà considerata un'istituzione autonoma
sotto il profilo del bilancio, vale a dire che gestirà il proprio bilancio
amministrativo, del quale dovrà dare conto al Parlamento europeo.
Tuttavia, poiché la regolamentazione vigente prevede che solo la Commissione
europea possa dare esecuzione al bilancio operativo dell'UE (quale quello
destinato agli aiuti allo sviluppo), il Collegio dei Commissari ha concordato
che i capi delegazione del Servizio esterno in tutto il mondo potranno
eccezionalmente gestire le spese di funzionamento a nome della
Commissione europea.
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