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Il commissario europeo per lo sviluppo Andris Biebalgs ha dichiarato:
“L’accordo di partenariato di Cotonou è il nostro strumento chiave nella lotta
contro la povertà negli Stati ACP. L’accordo rivisto promuove un dialogo aperto
e un approccio partecipativo per ridurre e infine sradicare la povertà
favorendo l’integrazione regionale, affrontando sfide planetarie come il
cambiamento climatico e aiutando i Paesi ACP a raggiungere gli obiettivi di
sviluppo del millennio. Con questo nuovo accordo l’UE e gli Stati ACP si sono
dati gli strumenti per combattere la povertà in modo più efficace e per
rafforzare le loro relazioni politiche.”
L’accordo di Cotonou concluso nel 2000 è il più vasto accordo di
partenariato tra i Paesi in via di sviluppo e l’UE. La prima revisione
dell’accordo, effettuata nel 2005, ha preparato il terreno per il quadro
finanziario 2007-2013 relativo agli aiuti a favore dello sviluppo.
Questa seconda revisione adatta il partenariato ai cambiamenti intervenuti
nell’ultimo decennio, con particolare riferimento ai seguenti punti:
• Viene riconosciuta la crescente importanza
dell’integrazione regionale nei Paesi ACP e nella cooperazione ACP-UE per
favorire la pace e la sicurezza, promuovere la crescita e affrontare i problemi
transfrontalieri. Per quanto riguarda i Paesi dell’Africa, viene riconosciuta
anche la dimensione continentale della cooperazione: l’Unione africana diventa
infatti parte nella relazione UE-ACP.
• Il nuovo accordo evidenzia l’interdipendenza tra
sicurezza e sviluppo puntando sulla costruzione della pace e sulla prevenzione
dei conflitti. Per affrontare le situazioni di fragilità statale è previsto un
approccio che combina diplomazia, sicurezza e cooperazione allo sviluppo.
• Il nuovo accordo affronta le principali sfide che i
partner ACP devono superare per conseguire gli obiettivi di sviluppo del
millennio: sicurezza alimentare, lotta contro l’HIV-AIDS e sostenibilità della
pesca. Si sottolinea l’importanza di ciascuno di questi settori per lo sviluppo
sostenibile, la crescita e la riduzione della povertà.
• Per la prima volta, la lotta al cambiamento climatico
viene riconosciuta come un punto importante del partenariato UE-ACP. Le parti
si impegnano a far sì che la questione del cambiamento climatico abbia maggiore
rilievo nell’ambito della cooperazione allo sviluppo; inoltre, nei Paesi ACP
verranno sostenuti gli sforzi per attenuare gli effetti del cambiamento
climatico e per agevolare l’adattamento a tali effetti.
• L’accordo tiene conto dei nuovi rapporti commerciali
UE-ACP e della scadenza delle preferenze alla fine del 2007. Esso riafferma il
ruolo degli accordi di partenariato economico per rafforzare lo sviluppo dei
Paesi ACP e la loro integrazione nell’economia mondiale. L’accordo rivisto
sottolinea l’importanza delle strategie di adattamento commerciale e degli
aiuti al commercio per consentire ai Paesi ACP di integrarsi meglio
nell’economia mondiale dopo il venir meno delle preferenze.
• L’UE ha promosso un partenariato con gli Stati ACP che
sia ampio ed inclusivo. Il nuovo accordo riconosce chiaramente il ruolo dei
parlamenti nazionali, delle autorità locali, della società civile e del settore
privato.
• Questa seconda revisione contribuisce in modo decisivo
ad attuare i principi internazionali diretti a garantire l’efficacia degli
aiuti, a cominciare dal coordinamento tra i donatori. Inoltre, al fine di
ridurre i costi di transazione, l’accordo prevede di “svincolare” gli aiuti UE
ai Paesi ACP, vale a dire di non imporre condizioni quanto all’origine o alle
modalità di fornitura di tali aiuti. Per la prima volta, viene riconosciuto il
ruolo di altre politiche UE nel promuovere lo sviluppo dei Paesi ACP e l’UE
s’impegna a migliorare la coerenza di tali politiche.
Il 19 marzo scorso il commissario Andris Piebalgs (in rappresentanza
dell’UE) e il ministro dell’economia del Gabon Paul Bunduku-Latha (in
rappresentanza dei Paesi ACP) hanno formalmente concluso i negoziati e siglato
i testi rivisti. Una volta approvato dal Consiglio dell’UE, il nuovo accordo
dovrebbe essere firmato ufficialmente dai 79 Stati ACP e dai 27 Stati membri
dell’UE durante il Consiglio UE-ACP che si svolgerà nel giugno 2010 a
Ouagadougou (capitale del Burkina Faso). Dopodiché l’accordo dovrà essere
ratificato da tutti gli Stati ACP e da tutti gli Stati UE, oltre a dover essere
approvato dal Parlamento europeo (come prevede il trattato di Lisbona).
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