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Haiti a un anno dal terremoto: il passato, il presente e il futuro dell'aiuto umanitario dell'Unione
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10/01/2011

Un anno fa, il 12 gennaio del 2010 una tremenda scossa tellurica ha devastato l'isola caraibica di Haiti; il terremoto ha causato danni materiali enormi e la morte di oltre 200.000 persone, generando un sentimento di cordoglio e di solidarietà nell'opinione pubblica mondiale. A un anno dal disastro vogliamo ricordare, tramite questo breve riassunto, gli sforzi che sono stati fatti per assicurare ad Haiti un futuro e gli enormi ostacoli che ancora si frappongono al ritorno della normalità sull'isola.

    Haiti a un anno dal terremoto: il passato, il presente e il futuro dell'aiuto umanitario dell'Unione

    Haiti prima del terremoto.

    Tra le prime colonie ad ottenere l'indipendenza, all'inizio del XIX secolo, Haiti è stata afflitta per decenni da povertà endemica, instabilità politica e disastri naturali. Anche prima del terremoto Haiti era una delle nazioni più povere del continente americano, con il 65% della popolazione sotto la soglia dell'indigenza, e una delle più esposte ai rischi di catastrofi naturali. Tra il 2001 e il 2007 cicloni tropicali e inondazioni hanno causato 18.000 morti. La Commissione europea ha stanziato, tra il 1995 e il 2009, 81 milioni di euro a favore dell'isola, in particolare per affrontare la crisi socio-economica e i danni causati dai disastri naturali.

     

    Il terremoto del 2010

     Il terremoto ha colpito in particolar modo la capitale, Port-au-Prince, causando la morte di 222.750 persone e lasciando senza abitazione 1,7 milioni di persone. I danni totali sono stati calcolati in 7,8 miliardi di dollari, una cifra pari al PIL haitiano del 2009.

    Tra il gennaio e il settembre 2010 la Commissione europea ha stanziato 30 milioni di euro per la risposta immediata alla crisi, mentre il contributo totale degli Stati membri ammonta finora a 332 milioni. Gli interventi che hanno avuto luogo nei mesi seguenti la catastrofe si sono concentrati sui bisogni primari della popolazione: acqua, cibo, abitazioni e assistenza medica. La creazione di campi per i rifugiati ha permesso di evitare il diffondersi di epidemie e di porre un limite alla malnutrizione. Il meccanismo di protezione civile dell'Unione (MIC) ha mandato sul campo, immediatamente dopo il terremoto, 12 team di recupero, 2 ospedali da campo, 38 squadre mediche e 2334 tende, capaci di ospitare circa 20000 persone.

     Gli ostacoli all'aiuto immediato e di medio e lungo termine non sono pochi. La scala del disastro ha stremato le infrastrutture sanitarie nazionali e ha indebolito il potere politico. La mancanza di informazioni sui bisogni immediati della popolazione è aggravata dai danni alle strutture di comunicazione e dalla complessità dei movimenti della popolazione, sovente alloggiata in campi spontanei e attratta dall'emigrazione.

     

    La risposta di medio e lungo termine.

    La sola Commissione stanzierà, tra il gennaio e l'agosto 2011, 90 milioni di euro in favore di Haiti, portando il totale del suo contributo a 120 milioni.

    Gli sforzi a medio e a lungo termine della Commissione europea si incentrano sulla coordinazione dell'azione degli Stati membri e su un aiuto duraturo. I singoli Stati membri si sono divisi i compiti della ricostruzione: la Spagna si occupa della fornitura d'acqua, la Francia della ricostruzione delle strutture ospedaliere, la Germania della costruzione di una centrale idroelettrica che creerà la base di una futura crescita economica; il Regno Unito si occupa della riduzione del rischio di nuovi disastri, mentre Finlandia e Lussemburgo si sono rivolte all'educazione. Per quanto riguarda l'aiuto economico l'Italia si è impegnata, insieme ad altri Stati membri, a cancellare il debito di Haiti, mentre Estonia, Finlandia, Francia, Lituania e Svezia hanno assicurato il loro appoggio al fondo della Banca Mondiale per Haiti.

     L'aiuto diretto della Commissione riguarda in particolar modo le abitazioni e le infrastrutture stradali. Dopo aver contribuito alla gestione dei campi e al ricovero di 1 milione e mezzo di persone, la Commissione si sforzerà di migliorare le loro condizioni di vita, fornendo loro 20000 kit di costruzione di case in legno antisismiche. La costruzione degli edifici sarà affidata, ove possibile, a giovani haitiani senza lavoro, grazie ai programmi di Cash for Work.

     Lo stato delle strade haitiane, disastrate da ben prima del terremoto, ha a lungo ostacolato l'opera di aiuto umanitario e la ripresa economica. La Commissione si propone dunque di completare la strada che unisce Port-au-Prince a Cap Haitian (la seconda città di Haiti), riducendo il tempo di percorrenza tra le due città da otto a tre ore. Il tratto di strada già terminato ha visto un incremento del traffico civile e commerciale del 200%.

    La Commissione ha inoltre investito 22 milioni di euro per garantire a 650.000 persone l'accesso all'acqua potabile e per costruire latrine e docce, limitando in questo modo l'epidemia di colera. Per 158.000 infettati la Commissione ha fornito cure mediche, medicine e le necessarie condizioni igieniche.

     

     Il futuro dell'aiuto europeo ad Haiti

     Molto rimane ancora da fare. Per questo la DG Aiuti umanitari e protezione civile ha individuato quattro aree di intervento e delineato per ognuna di esse alcune strategie chiave.

     - Assistenza multisettoriale alle vittime del terremoto. Continuazione del sostegno alla popolazione haitiana, con un approccio che coinvolga le nazioni vicine ad Haiti.

     - Salute e approvvigionamento. Promozione di un approccio olistico e multisettoriale alla salute della popolazione. Raccolta e diffusione di dati accurati in materia.

     - Riduzione del rischio di nuovi disastri.

     - Organizzazione della risposta immediata a eventuali nuovi disastri.

    Il totale degli aiuti che la Commissione si è impegnata a fornire direttamente fino alla fine della crisi umanitaria haitiana ammonta a 460 milioni di euro. Se a questo importo si somma l'impegno dei singoli Stati membri si raggiunge la cifra di 1 miliardo e 200 milioni: la UE è il maggior sostenitore internazionale della ripresa di Haiti.

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    Ultimo aggiornamento: 12/01/2011  |Inizio pagina