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Dopo l’annuncio ufficiale, la commissaria Georgieva, che ha
partecipato a una riunione del consiglio direttivo del PAM, ha dichiarato:
“La situazione umanitaria si è notevolmente aggravata in Sudan ed è di
vitale importanza stanziare ulteriori finanziamenti. Sono estremamente
preoccupata per la situazione delle popolazioni civili coinvolte nei recenti
scontri verificatisi in alcune zone del Darfur meridionale, in particolare a
Jebel Marra, e occidentale. Migliaia di sfollati hanno urgente bisogno della
nostra assistenza e la situazione è complicata dal fatto che le agenzie
umanitarie non possono raggiungerli”.
La direttrice esecutiva del Programma alimentare mondiale
(PAM) Josette Sheeran ha dichiarato: “Il contributo dell’Unione
europea arriva proprio all’inizio di una nuova stagione di penuria alimentare
in Sudan, durante la quale le scorte alimentari scarseggiano e il PAM deve
costituire riserve alimentari per far fronte alle esigenze di milioni di
sudanesi affamati. Questa generosa donazione rafforza il partenariato del PAM
con l’Europa, essenziale per proteggere le popolazioni più vulnerabili del
Sudan. Una cosa è certa: questo finanziamento salverà numerose vite
umane”.
Contesto
L’obiettivo principale della Commissione è quello di salvare
vite umane e di garantire la sussistenza nelle zone del Sudan afflitte dalla
guerra. I finanziamenti messi a disposizione da ECHO, il servizio della
Commissione europea per gli aiuti umanitari, sono destinati a programmi rivolti
principalmente a donne e bambini malnutriti, agli sfollati interni e alle
popolazioni colpite dalla siccità. L’aiuto servirà anzitutto per finanziare la
distribuzione generale di generi alimentari e per fornire razioni aggiuntive di
mangimi. Questo contributo consentirà al PAM di ricostituire le scorte e di
assistere oltre 4 milioni di persone in Darfur e 4,3 milioni di persone in
Sudan meridionale che hanno disperato bisogno di aiuti alimentari.
I 46 milioni di euro stanziati da ECHO provengono dal
bilancio globale di 114 milioni di euro destinato al Sudan nel 2010.
La crisi umanitaria in Sudan continua ad essere complessa, a
causa dei continui scontri transfrontalieri che aggravano il rischio di
insicurezza alimentare della popolazione. Nel Darfur milioni di persone
dipendono dagli aiuti alimentari umanitari, in quanto il perdurare del
conflitto pregiudica qualsiasi prospettiva di ripresa e di sviluppo nella
regione.
Sempre nel Darfur gli sforzi incessanti compiuti dalla
comunità umanitaria per portare sollievo a milioni di persone (sfollati
interni, contadini e nomadi) si scontrano con enormi difficoltà. Data la
generale mancanza di sicurezza nella regione, l’accesso alle popolazioni
bisognose da parte degli operatori umanitari è diventato sempre più
rischioso.
Nel Sudan meridionale le tensioni politiche ed etniche hanno
provocato una nuova ondata di violenza che minaccia la relativa situazione di
pace instauratasi nella regione nel 2005 dopo vent’anni di guerra civile.
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