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In seguito alla discussione odierna desidero sottoporre alla vostra attenzione i seguenti quattro punti principali:
Primo, riguardo alla Libia:
Le azioni totalmente inaccettabili del regime libico nelle ultime settimane hanno reso dolorosamente chiaro il fatto che il Colonnello Gheddafi è parte del problema, e non parte della soluzione.
Per lui è giunto il momento di andarsene e restituire il paese al popolo libico, consentendo alle forze democratiche di tracciare il percorso che il paese dovrà seguire in futuro. La situazione che osserviamo oggi in Libia è semplicemente scandalosa. Non possiamo accettare tutto questo.
Secondo, riguardo agli aiuti umanitari:
L'ONU ha appena proclamato la situazione di emergenza. Attualmente siamo di fronte ad almeno 140.000 profughi. Esprimo il mio sostegno per l'appello lanciato dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha invocato una risposta della comunità internazionale a questa crisi. Auspico che gli Stati membri dell'Unione europea vi reagiscano. La Commissione è pronta a farlo, e in mattinata ho avuto un colloquio telefonico a riguardo con l'Alto Commissario ONU per i rifugiati, Antonio Guterres.
Come sapete, abbiamo prontamente stanziato un importo iniziale di 3 milioni di euro, ma alla luce delle necessità umanitarie lo porteremo immediatamente a dieci milioni. In questa fase stiamo assicurando aiuti sanitari ed alimentari, possibilità di riparo e altre necessità ai profughi che si trovano lungo i confini con Egitto e Tunisia.
Ho chiesto alla commissaria Georgieva di visitare la regione questa sera per supervisionare l'operazione. Desidero ringraziarla per la dedizione a questo compito e per l'importante lavoro che sta compiendo.
Abbiamo attivato anche il Meccanismo per la protezione civile dell'UE (MIC) per contribuire a coordinare l'evacuazione di coloro che stanno fuggendo dalla Libia.
Terzo, riguardo ai profughi e all'immigrazione:
L'agenzia europea per il controllo delle frontiere, FRONTEX, e l'Italia stanno già conducendo un'operazione congiunta nell'area del Mediterraneo centrale, denominata Hermes 2011.
Tale operazione aiuta l'Italia a fare fronte ai flussi migratori – sia in corso che potenziali – provenienti dal Nord Africa. Inoltre può aiutare altri Stati membri che ne avessero bisogno. Un vasto numero di Stati membri ha messo a disposizione risorse tecniche e personale specializzato. Questo è un esempio tangibile di "Europa in azione". Vorrei ringraziare tutti coloro che stanno dimostrando questo forte spirito di solidarietà.
Allo scopo di fornire ulteriori aiuti in questo settore la Commissione è pronta a mobilitare un'assistenza finanziaria straordinaria a titolo di fondi quali il Fondo per le frontiere esterne e il Fondo europeo per i rifugiati (per un totale di 25 milioni di euro). La commissaria Malmström è fortemente impegnata su queste azioni, e desidero lodare anche il suo lavoro.
Infine, riguardo alle riforme politiche ed economiche nella regione:
Oggi abbiamo ascoltato l'Alta rappresentante/Vicepresidente Cathy Ashton, che ci ha ragguagliato sulla situazione. Anche il commissario Füle ci ha fornito alcune spiegazioni. È del tutto evidente che dobbiamo ripensare la nostra politica in quest'area così prossima all'Europa, un'area i cui confini coincidono con il Mediterraneo meridionale.
È infatti evidente che non possiamo limitarci ad affrontare gli effetti di queste crisi, ma dobbiamo fornire il nostro contributo per affrontare il processo alle radici.
Dobbiamo pensare a un nuovo paradigma politico nelle relazioni con i nostri vicini meridionali. Abbiamo bisogno di un “Patto per la democrazia e per la prosperità condivisa”.
Gli eventi in corso comportano enormi speranze e promesse per il futuro dei popoli nel mondo arabo. Sono convinto del fatto che essi si siano lanciati in un coraggioso viaggio di trasformazione verso la libertà, la democrazia e una vita migliore. Penso sia nostro dovere dire ai popoli arabi che siamo dalla loro parte! Da Bruxelles, vorrei dirlo in particolare ai giovani arabi che stanno lottando per la libertà e la democrazia. Siamo con voi! Rammentiamo le esperienze da noi vissute in Europa, quando lottavamo per la democrazia – nell'Europa meridionale, nell'Europa centrale ed orientale - dove alcuni sostenevano che la lotta per la democrazia non avrebbe avuto successo. Oggi vi è chi sostiene la stessa cosa riguardo al mondo arabo, proclamando che gli arabi non siano pronti per la democrazia. Io sono convinto che gli arabi siano pronti per la democrazia, e noi siamo dalla loro parte.
Naturalmente, i rischi di questi processi di transizione sono ben noti a tutti. Ma l'Europa preferisce essere accusata di inseguire l'illusione della democrazia anziché rendersi colpevole di cinismo o perdere quest'appuntamento con la storia.
Al fine di sostenere i cambiamenti positivi in atto la Commissione destinerà la sua assistenza pratica al conseguimento di tre obiettivi: i) la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali; ii) uno sviluppo sociale inclusivo, e iii) il consolidamento di una società civile forte e attiva.
Disponiamo di circa 4 miliardi di euro da destinare all'assistenza nel settore della politica di vicinato entro il 2013, e li useremo in modo ancora più mirato.
Sono già delineate le azioni prioritarie specifiche: i) la riforma democratica e costituzionale, ii) la riforma giudiziaria, iii) il sostegno agli operatori non governativi quali le ONG, i sindacati, le organizzazioni femminili e i media.
Sarà applicato un più forte sistema di condizioni che consentiranno di premiare i paesi che rispettano i valori democratici e dello Stato di diritto.
Inoltre, è chiaro che le rivolte in corso sono dovute anche alla disastrosa situazione sociale di questi paesi, caratterizzata da elevati livelli di disoccupazione, una distribuzione ineguale della ricchezza e mancanza di opportunità. Per questo motivo insisto su una maggiore attenzione allo sviluppo inclusivo. La ricchezza esistente nella regione deve contribuire allo sviluppo dei paesi interessati. Da parte nostra, useremo le misure di aiuto anche per favorire il commercio e gli investimenti e sostenere l'imprenditorialità.
Faremo anche leva sui fondi della Banca europea per gli investimenti e prepareremo un pacchetto di misure incentivanti per la regione, con una specifica attenzione alle PMI, al fine di contribuire a creare posti di lavoro.
Credo anche che la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) possa fare di più ed essere più attiva al Sud. La BERS sarebbe intenzionata ad assumere questo ruolo, a condizione che gli Stati UE che ne sono membri siano disposti a modificare lo statuto. Ho parlato ieri con il presidente della BERS, che appoggia tale modifica dello statuto della banca al fine di poter mettere la loro grande esperienza di transizione e in materia finanziaria al servizio dello sviluppo del Sud del Mediterraneo.
Infine, possiamo contribuire all'apertura delle società solo incentivando ulteriormente la mobilità. Dobbiamo essere pronti a offrire partenariati per la mobilità ai paesi che soddisfano determinate condizioni, e anche prendere in esame le possibilità di agevolare i visti per gli studenti, i ricercatori e gli imprenditori, al fine di incrementare la mobilità tra i paesi stessi e con l'Europa.
La stessa Unione europea è una comunità democratica di Stati che hanno superato enormi ostacoli storici.
Questa storia europea di successo si è resa possibile nel momento in cui le paure hanno lasciato spazio alla speranza e quando la repressione ha dovuto arrendersi alle forze inarrestabili della libertà.
Comprendiamo pertanto perfettamente quali sono le spinte alla base delle nascenti democrazie nel Mediterraneo meridionale. Molti cittadini di questi paesi stanno dimostrando la loro opposizione alla dittatura. Ora dobbiamo sostenerli nella costruzione delle reali democrazie. Naturalmente, essi devono seguire la propria strada e fare le proprie scelte. Non spetta a noi dire loro cosa fare. Ma deve essere chiaro che l'UE e la Commissione sono fermamente determinate a sostenere le popolazioni di questi paesi nel loro cammino verso la democrazia e un futuro migliore.
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