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La Vicepresidente Ashton sulla situazione dei cristiani nel contesto della libertà di religione
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20/01/2011

"Condivido pienamente le preoccupazioni di questa Assemblea riguardo alle recenti violenze contro persone appartenenti a minoranze religiose e contro chi invoca la libertà di culto." E' quanto si legge nel discorso dell'Alta rappresentante UE per la politica estera e la sicurezza comune e vicepresidente della Commissione europea Catherine Ashton sulla situazione dei cristiani nel contesto della libertà di religione, pronunciato durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, il 19 gennaio 2011.

    La Vicepresidente Ashton sulla situazione dei cristiani nel contesto della libertà di religione

    "Ho già espresso il mio punto di vista a tale riguardo il 6 gennaio, in occasione della mia visita a Betlemme e alla basilica della Natività per la vigilia del Natale ortodosso. In quell'occasione ho sottolineato che è necessario fare sì che tutti i gruppi religiosi del mondo possano riunirsi e praticare il proprio culto liberamente. Inoltre ho rimarcato che l'UE condanna tutte le forme di intolleranza contro le persone a motivo della loro religione o del loro credo, dovunque esse vengano perpetrate.

    Inoltre ho fermamente condannato i recenti attacchi terroristici contro luoghi di culto in Iraq e in Egitto, nonché l'assassinio del Governatore del Punjab in Pakistan, Tajeer. Penso che possiamo tutti concordare sul fatto che tali attacchi sono inaccettabili, e che i loro autori sono degli estremisti votati a un'intolleranza che va condannata e combattuta.

    Nel mondo di oggi troppo spesso i diritti umani vengono violati a causa della religione o della fede delle vittime. Tali vittime non appartengono a un'unica religione o fede. Purtroppo nessuna parte del mondo è oggi indenne dal flagello dell'intolleranza religiosa. Qualsiasi discriminazione o violenza nei confronti di un individuo a causa della sua fede religiosa è una violazione dei valori  propugnati dall'UE. Qualsiasi violazione deve essere presa sul serio e condannata con la stessa forza, dovunque si svolga e chiunque ne sia la vittima. I diritti umani sono universali.

    Alcune comunità cristiane insediate da lungo tempo in Medio Oriente si trovano oggi ad affrontare una serie di difficoltà che hanno causato un significativo numero di profughi in alcuni paesi e  una regressione  del numero di fedeli in tutta la regione. L'UE non rimarrà cieca di fronte alla situazione di tali comunità. Riteniamo pienamente legittima la loro richiesta di rispetto dei propri diritti in qualità di cittadini del proprio paese. La libertà di coscienza, culto o fede è un diritto di tutti, e tutti gli stati hanno il dovere di garantire che sia rispettata. L'UE è pronta a rafforzare la propria cooperazione con i governi al fine di combattere l'intolleranza e proteggere i diritti umani.

    Dobbiamo evitare di cadere nella trappola che intendono tenderci gli estremisti e i terroristi. Dobbiamo contrastare il tentativo di manipolare la religione, facendone una fonte di divisione. La migliore risposta all'estremismo è un fronte internazionale unito, basato sugli standard universali della libertà di culto e di convinzioni personali. In seno all'Assemblea Generale dell'ONU, l'UE è stata il motore portante nell'approvazione della risoluzione  sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione basate sulla religione o il credo, adottata all'unanimità lo scorso dicembre. Ogni anno l'UE compie uno sforzo concertato per arrivare a un tale spirito consensuale, facendo sì che la comunità internazionale trasmetta un segnale deciso e unito. Stiamo valutando un'altra iniziativa volta a raccogliere un forte consenso transregionale su questo tema, in seno alla prossima sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo, che si svolgerà in marzo.

    Inoltre solleviamo il tema della libertà di religione o di credo durante i dialoghi sui diritti dell'uomo e invitiamo gli stati a sradicare la discriminazione e l'intolleranza. Le delegazioni dell'UE in tutto il mondo provvedono a uno stretto monitoraggio di tali temi, e la prossima relazione annuale UE sui diritti dell'uomo, prevista per la primavera, affronterà la situazione delle minoranze religiose sparse nel mondo.

    Sono pienamente determinata a fare in modo che la libertà di culto e di credo rimanga in cima all'agenda politica dell'UE. Il prossimo Consiglio «Affari esteri», in programma il 31 gennaio, riesaminerà la questione, in modo che l'UE possa intensificare gli sforzi per promuovere la libertà di religione."

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    Ultimo aggiornamento: 20/01/2011  |Inizio pagina